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venerdì, Febbraio 23, 2024
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Lettera di Scordino ai comuni della Locride: “Autonomia differenziata e Italia divisa”

Lettera aperta di Antonio Scordino, già sindaco di Bianco e Presidente della Conferenza dei Sindaci, indirizzata all’associazione dei comuni della Locride.

Antonio Scordino

Al Presidente del Comitato di Rappresentanza Associazione dei Comuni della Locride Professor Giorgio Imperitura

L’Italia, come la conosciamo oggi, per circa 1700 anni – dall’inizio del VI secolo al 1920 – non è stata mai contemporaneamente sotto un unico governo e con le stesse leggi. Questo pensiero mi è passato per la mente con associazione spontanea all’autonomia differenziata, che è il motivo di questa Lettera aperta. Un lungo periodo di “disunità”, che ci deve sensibilizzare sul fatto che , a differenza di altri popoli europei, siamo una nazione giovane. Una nazione, aldilà delle definizioni canoniche, esiste quando c’è un profondo e consapevole sentimento unitario di appartenenza, la coscienza del “noi”, di un destino comune. Una nazione giovane porta strutturalmente dentro di sé pregressi elementi di fragilità, che in particolari situazioni critiche, di natura politica, culturale o, soprattutto, economica potrebbero riemergere con maggiore o minore intensità. Non bisogna dimenticare che l’obbiettivo dichiarato della Lega di Bossi risale a pochi decenni fa. E’ vero che la storia è solo parzialmente maestra di vita, nel senso che essa non si ripresenta mai allo stesso modo, ma è pure vero, lo voglio ribadire, che profonde disuguaglianze economiche e sociali , ancor di più se vengono percepite come irreversibili, possono produrre fratture all’interno di uno Stato, tali da lacerare la coscienza nazionale “noi”.

Riflettendo su la “autonomia differenziata”, avverto – sicuramente : avvertiamo – in spregio ai principi costituzionali di solidarietà (art. 2) e di uguaglianza economica e sociale (art.3), come inevitabile un ulteriore e definitivo peggioramento delle disuguaglianze tra Nord e Sud, un ulteriore impoverimento “differenziato” delle regioni meridionali e un deterioramento dei servizi e dei diritti civili, che la legge approvata alla Camera dice di voler portare a standard qualitativi omogeni in tutto il Paese. Questo è quanto dicono unanimemente le analisi socio-economiche di riconosciuti esperti di politiche economiche, gli studi e le ricerche di Agenzie e Associazioni che approfondiscono questi fenomeni, prima tra tutte la SVIMEZ, la quale, per bocca del suo presidente Luca Bianchi, ha argomentato come l’autonomia differenziata sarebbe un disastro per il Sud, ma anche un danno per il Nord.

Caro Presidente, di fronte a questa prospettiva nessuno dovrebbe rimanere indifferente, anche se non vedo una grande mobilitazione di massa. Ma certamente la “volontà generale” del Mezzogiorno, e della Locride al suo interno, è quella di impedire che l’autonomia differenziata produca gli effetti sopra indicati. Nella duplice consapevolezza che occorre rifuggire da qualunque forma vecchia e nuova di assistenzialismo e che per i ritardi del nostro sviluppo non pochi sono stati gli errori e le responsabilità di noi meridionali.

L’Associazione dei Comuni della Locride, per la storia, pur se talora frastagliata, di cui è portatrice e per l’esperienza che ha accumulato potrebbe, a mio avviso, prendere un’iniziativa efficace, se orientata verso un duplice obbiettivo. Il primo e fondamentale è quello di coinvolgere tutti i Sindaci della Calabria, procedendo per cerchi concentrici (Locride – Città Metropolitana di RC – Provincia di Catanzaro – VV-CZ – KR-CS ). Il secondo è quello di avere come interlocutore il Presidente Occhiuto, tra l’atro vicesegretario di FI, per esplorare le modalità attraverso le quali i “presunti” pari standard dei Livelli Essenziali di Prestazioni, garantiti dalla Legge, potranno realmente essere erogati, a partire dalla Sanità, dalla Istruzione, dalla Sicurezza, dai Trasporti, “senza oneri” per lo Stato (?). Le ripetute dichiarazioni del Presidente Occhiuto inducono a ritenerlo attento e sensibile verso gli obbiettivi sopra indicati e disponibile, anzi favorevole, a impegnarsi seriamente insieme ai Rappresentanti dei vari territori, per il loro conseguimento.

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