Locri: il Liceo scientifico “Zaleuco” a lezione di universo

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 Un’altra grande opportunità formativa per il Liceo Scientifico Zaleuco, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino.

Una delegazione di ragazzi delle classi quarte e quinte, accompagnata dai docenti Carpentieri e Polimeno, ha partecipato, giorno 29 Settembre, alla conferenza, tenuta al Palazzo della Cultura, dal professore Pierluigi Veltri, docente di Fisica Teorica della Materia, presso il Dipartimento di Fica dell’Università della Calabria, sul tema “La Rappresentazione dell’Universo da Aristotele ad Einstein”, nell’ambito della manifestazione “Festival Cosmos”, la più importante nel Sud Italia, organizzata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il professore Veltri ha illustrato il fascino, i dubbi e le curiosità che legano, fin dagli albori, l’uomo alla straordinarietà dell’Universo. Un viaggio che ha portato a comprendere come si sia partiti da concetti filosofici, per giungere, via via, a certezze scientifiche, che hanno tentato e tentano ancora di interpretare il mistero dei movimenti della Terra e dei pianeti del Sistema Solare. Partendo da Aristotele, il professore Veltri, si è soffermato su quella che è stata l’affermazione del filosofo sull’Universo, definendolo sferico e finito. Sferico, perché è la forma perfetta; finito, perché ha un centro, cioè il centro della Terra, e un corpo con un centro non può essere infinito. Anche la Terra è una sfera con l’ulteriore proprietà di essere statica. Se fosse in moto un osservatore dovrebbe veder muovere le cosiddette “Stelle Fisse”. Non essendo così, il nostro pianeta non può che essere immobile. Il modello di Aristotele ebbe grande successo nell’antichità, fino a quando venne modificato, per essere coerente con la cultura cristiana. In particolare, ha sottolineato Veltri, Tolomeo adottò il modello, ponendo la Terra immobile al centro dell’Universo e circondata dai nove cieli, che ritroviamo nel Paradiso di Dante. Il modello Aristotelico – Tolemaico resistette per più di un millennio, fino a quando nel XVI secolo i tempi furono maturi, per una profonda rivoluzione scientifica. Niccolò Copernico, basandosi su osservazioni dirette, dimostrò che la Terra non fosse immobile, al centro dell’Universo, ma ruotasse intorno al Sole. Tanti, nell’ambito letterario e filosofico, si scagliarono contro tale teoria; ma ci furono anche sostenitori, tra cui Keplero che, riprendendo la teoria copernicana, riuscì a stabilire come le orbite dei pianeti risultassero leggermente ellittiche e non perfettamente circolari, come erano ritenute. Purtroppo la Chiesa inserì le opere di Copernico nell’Indice dei Libri Proibiti e nel 1632 l’Inquisizione costrinse Galileo alla sua famosa abiura, per le sue teorie eliocentriche. Tuttavia “le vie del firmamento erano ormai sgombre”, per una descrizione fisica e matematica. Ecco, allora, che Newton formulò la Legge di gravitazione universale. Sebbene con fatica le idee di Copernico, Keplero, Galileo e Newton divennero il nuovo fondamento della meccanica celeste. Circa due secoli dopo, però, vennero messe in discussione dal lavoro di Minkowski prima e di Einstein dopo, che misero le basi, per una nuova e profonda rivoluzione nel modo di intendere la gravità e la fisica in generale. Era necessario abbandonare i comuni concetti di spazio e tempo, in favore di una nuova struttura: lo “spaziotempo”. Matematicamente è una varietà Lorentziana, dotata di un tensore metrico. La novità sta nel fatto che questa varietà è curva.

Quindi, la teoria della Relatività prescrive che “la materia dica allo spazio tempo come curvarsi e lo spazio tempo dica alla materia come muoversi”. In conclusione, il prof. Veltri, ha evidenziato come a tutt’oggi, ancora non si è del tutto soddisfatti degli enormi passi avanti nel campo astrofisico, riguardo le dinamiche cosmologiche. Uno dei grandi tentativi è quello di unire la relatività e la meccanica celeste. In questo senso gli studi attuali vertono su due teorie: la teoria delle stringhe e la gravità quantistica a loop, di cui Carlo Rovelli è uno dei massimi sostenitori. Se si riuscirà in futuro a unificare queste due teorie, si potrà realizzare uno dei sogni di Stephen Hawking: la teoria del tutto. Con questo auspicio si sono conclusi i lavori della conferenza, che ha visto il Liceo Zaleuco, ancora una volta, attento a proporre eccellenti opportunità di approfondimenti formativi, che possono dare spazio a talenti nel campo fisico –matematico, a beneficio del proprio ambiente, senza sottovalutare l’apertura comunitaria globale. Ottimi ricercatori, qualificati professionisti, per un futuro arricchito da scoperte che migliorino la qualità della vita e che aprano sempre al dialogo e alla collaborazione, verso nuove frontiere di edificazione.

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità” (Nikola Tesla).