Locride, tutta un’altra storia

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La Locride, uno scrigno di meraviglie nel cuore del Sud, è una delle 16 candidate a diventare “Capitale Italiana della Cultura 2025”, dal momento in cui il Ministero per la Cultura ha comunicato le città partecipanti, che entro il 13 settembre dovranno presentare il proprio dossier di candidatura. Il GAL terre Locridee e la Città Metropolitana si preparano a questa scadenza mettendo in campo le migliori professionalità e competenze del territorio.

 La Locride, uno scrigno di meraviglie nel cuore del Sud. Da questa considerazione semplice ed allo stesso tempo complessa è partito il lungo viaggio che ha portato alla candidatura della Locride a “Capitale Italiana della Cultura 2025”.

Il GAL Terre Locridee promuove l’iniziativa nel 2020 in piena pandemia, ma con lo sguardo al futuro. Convinto della dimensione internazionale del territorio e della presenza di un patrimonio dalle componenti uniche ed emergenti, in un contesto omogeneo e vitale. Oggi l’idea è diventata realtà, grazie all’adesione prima dei comuni, poi delle associazioni e soprattutto della gente, che hanno sposato l’idea ed il progetto. Con la comunicazione fatta dal Ministero per la Cultura nei giorni scorsi che tra le 16 domande ammesse c’era pure quella della città metropolitana di Reggio Calabria come ente capofila di “Locride 2025”, si chiude una fase, la prima, ora per tutti è il momento della sfida importante. Le città partecipanti entro il 13 settembre dovranno presentare il proprio dossier di candidatura che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione di sette esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali. Entro il 15 novembre 2022, la commissione definirà la short list delle 10 città finaliste, la procedura di valutazione si concluderà entro il 17 gennaio 2023. Ricordiamo che il titolo di Capitale italiana della cultura, viene conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del progetto.

Quante volte abbiamo parlato della bellezza del territorio del mancato sviluppo, di una narrazione sbagliata che non aiuta i cittadini di questa realtà a credere in un cambiamento.

Le idee possibili di sviluppo economico per questa area della Locride possono essere solo ed esclusivamente quelle legate al turismo non di massa, all’agricoltura di qualità, il recupero delle professionalità antiche e tutto un mondo legate alle nuove economie ambientali, culturali e tecnologiche. Tutti settori che per fortuna per poter operare hanno bisogno di una politica ambientale seria e rigorosa. Oggi invece serve una programmazione ragionata e concreta affiancata da un patto per il lavoro che riesca ad invertire la tendenza migratoria dei nostri giovani e non solo che sta assumendo dimensioni drammatiche, tanto da far pensare ad un esodo più che una migrazione. Ultimo tassello per una sana ricetta per il nostro territorio è la parola unità, di intenti, di strategia e di obiettivi. Bisogna iniziare a lavorare in tandem, facendo del confronto un asse nevralgico della programmazione, sarebbe fondamentale, infine, sostenere le imprese che sono da anni presenti sul territorio, significherebbe costituire il vero momento di svolta. La cultura infine sta diventando in molte aree, una vera occasione di crescita, sviluppo e lavoro. Per questo penso che la candidatura della Locride possa diventare un passaggio epocale per questa terra.