Lucano condannato a 13 anni e 2 mesi

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È stata pronunciata oggi, dal presidente Accurso, la sentenza di primo grado. L’accusa aveva chiesto 7 anni e 11 mesi, relativa all’operazione «Xenia», che nel 2018 aveva visto coinvolto anche l’ex sindaco di Riace.

Oggi l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, è stato condannato dal tribunale di Locri alla pena di 13 anni e 2 mesi di reclusione.

I giudici lo hanno ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa, peculato e abuso d’ufficio. Fulvio Accurso, che ha presieduto Il collegio, dopo una camera di consiglio durata 75 ore, ha aumentato di sei anni la pena richiesta dalla pubblica accusa, che era stata di 7 anni e 11 mesi.

Mimmo Lucano era stato arrestato e posto ai domiciliari il 2 ottobre del 2018 nell’ambito dell’operazione «Xenia», condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla procura di Locri. I magistrati nella richiesta di arresto  definirono Lucano un sindaco «spregiudicato» per aver «favorito matrimoni di comodo» tra cittadini riacesi e donne straniere e per aver consentito a due cooperative, prive di requisiti, di assicurarsi il servizio della raccolta dei rifiuti urbani. I magistrati gli contestarono anche un ammanco di 5 milioni di euro che sarebbero finiti nelle tasche di privati, anziché favorire l’integrazione dei migranti.

“Questa è una vicenda inaudita. Sarò macchiato per sempre per colpe che non ho commesso. Mi aspettavo un’assoluzione”, ha detto Lucano subito dopo la sentenza. “Grazie, comunque, lo stesso, ha aggiunto, ai miei avvocati per il lavoro che hanno svolto. Io, tra l’altro, non avrei avuto modo di pagare altri legali, non avendo disponibilità economica”.

“Una sentenza lunare e una condanna esorbitante che contrastano totalmente con le evidenze processuali”. È il commento degli avvocati Giuliano Pisapia e Andrea Dacqua, difensori di Mimmo Lucano, annunciando il ricorso in appello dopo la lettura delle motivazioni.