Luigi Valenti, Mastro per necessità e Maestro per passione

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Il maestro Luigi Valenti, di Pazzano, è stato un eroe misconosciuto e silente di questa nostra terra. Un grande uomo, un grande Maestro che ha formato una miriade di ragazzi, trasmettendo loro la sua grande passione e sensibilità musicale.

Mastro Loici, Luigi Valenti da Pazzano, lo chiamavano mastro non perché era un valente musicista, ma perché era uno scarparo, calzolaio, mestiere con il quale si guadagnava da vivere. In verità, doveva essere chiamato Maestro, se lo meritava, perché oltre ad essere un valente musicista, era anche un ottimo maestro di musica, nonché insegnante, mestiere con quale non si guadagnava da vivere, ma che esercitava per passione, pura e sconfinata passione per la musica.

Questa passione creò a lui tanti problemi e guai e impegno, ma a molti ragazzi di Pazzano e dell’alto jonio reggino dette fama e lustro, perché molti divennero veri e propri maestri di musica, specialisti virtuosi di singoli strumenti, riconosciuti a livello regionale e nazionale. Mastro Loiciera un precursore dei tempi, capì ciò che molti ancora oggi non capiscono e cioè che la cultura, specie quella musicale è importante e spesso salva la vita.

Capì ciò che, in parallelo, da qualche decennio il Maestro Riccardo Muti fa a livello nazionale e internazionale, e cioè che la musica salva persino dalla guerra, creando scuole e formando orchestre. Ma Mastro Loici lo capì molto prima, negli anni Cinquanta, ma nessuno gli dette ascolto  enti, associazioni o istituzioni, ma lui insistette fino a formare la banda di Pazzano e lo fece solo e con tutte le sue forze.

Nel 1954 il Maestro iniziò ad insegnare ai ragazzi e a dirigere la banda, con una breve collaborazione del Maestro Marzano. Nel 1955 acquistò gli strumenti e in questo stesso anno ci fu l’atto costitutivo, ma soltanto nel 1987 la banda fu istituita legalmente.

Da allora, la cosa più lodevole che si potesse dire di Mastro Luigi non era più se dirigeva la banda o se insegnava musica ai ragazzi: quella era una sua competenza secondaria. Da allora, l’attività preminente del Maestro, che spesso lo distoglieva da quella didattica, abbiamo già detto qual era: mantenerla in vita.

Eh, si, perché nel corso di questi cinquant’anni, gliene fecero di tutti i colori. Nella prima sede, la piccola chiesetta in via Chiesa Vecchia, gli distrussero i leggii in legno, un locale gli venne incendiato, due volte venne vandalizzato il pullman destinato alle trasferte, molte volte la gente si lamentava per il rumore. E tutto ciò, senza alcun motivo, se non un abissale senso di ignoranza o impotenza verso il sapere e l’arte.

Questo è quello che ci ha raccontato, anni fa, il nostro Maestro, qualche tempo dopo essere riusciti a inserirlo nel film girato nel 1984, mentre svolgeva la sua attività didattica in un vecchio e dismesso locale della ex scuola elementare.

Io nel tempo riuscii a dirgli grazie per questo suo impegno siderale ma lui glissava, era operativo, conosceva l’animo della gente. D’altronde era un vero musicista no? E un musicista conosce bene l’animo umano

Creare dal nulla una scuola di musica, scuola di fatto mai riconosciuta a livello istituzionale, è una impresa eroica, se si considerano I problemi di ogni tipo presenti nel nostro territorio e le difficoltà legate a un impegno continuo e logorante. Tuttavia, il Maestro Luigi Valenti ebbe le capacità e la competenza per avviare decine e decine di ragazzi alla musica e formarli per una pur pregevole professione.

Questa attività filantropica ed educativa fa passare in secondo piano l’altro encomiabile risultato del suo lavoro: la creazione della banda musicale, cosa che iniziò, come abbiamo detto, negli anni ‘50. Tutto ciò avvenne senza alcun compenso, almeno nel trentennio precedente il duemila, a parte qualche contributo che veniva elargito come rimborso spese ma mai, in ogni caso, adeguato all’impegno prestato.

Il maestro Luigi Valenti, che è mancato nel 2019, è stato un eroe misconosciuto e silente di questa nostra terra. Un grande uomo, un grande pazzanese, un grande Maestro che ha formato una miriade di ragazzi, trasmettendo loro la sua grande passione e sensibilità musicale. Un autentico educatore, al quale le istituzioni e il popolo del paese dovrebbe almeno dedicare una piazza o una via.

Giuseppe Fiorenza