Mediterraneo nero, un viaggio nella cattiva coscienza di chi ha avvelenato il mare

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Mediterraneo nero (edito da Mursia) richiama subito alla mente le storie delle navi cariche di rifiuti affondate vicino alle coste del Meridione. Il titolo di questo noir di Gian Luca Campagna, giornalista e comunicatore d’azienda, è già un primo atto d’accusa.

Campagna è un autore molto prolifico, ha scritto diversi romanzi tra i quali Molto prima del calcio di rigore, L’estate del mirto selvatico, e La scelta della pecora nera. E ha creato il personaggio di Josè Cavalcanti, detective italo argentino politicamente scorretto.

Il romanzo Mediterraneo nero ha come protagonista un giornalista, un pugliese trapiantato a Roma, Francesco Cuccovillo. A dare il via a questa storia che intreccia criminalità organizzata, industrie senza coscienza e reati ambientali è la notizia che Nicola, amico d’infanzia di Francesco, sta morendo di tumore ai polmoni.

L’incontro con Barbara, primo amore del protagonista, e la vista di Nicola in quelle condizioni riportano Francesco nella sua città, Bari. Barbara gli ha affidato un compito, portare una lattina misteriosa ad un ingegnere, ma quello che Francesco cerca veramente sono risposte. Vuole sapere di più sulla malattia dell’amico.  Vuole capire cosa ha a che fare una vecchia fabbrica con i polmoni di Nicola. Vuole sapere chi ha avvelenato la sua città.

Il giornalista inizia il suo reportage d’inchiesta. E noi lo seguiremo in questo suo viaggio, inframmezzato da ricordi e ad ogni nuova scoperta uniremo i puntini insieme a lui.