Meglio two che one

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Noi esigiamo che la vita dei cittadini sia al primo posto, questo deve garantire la Regione, di questo occorre discutere in primo luogo e trovare altri luoghi, altre soluzioni per la gestione dei rifiuti, non continuare in scelte obsolete non in linea con le scelte che l’Europa propone.

Parafrasando un vecchio slogan pubblicitario di anni fa, riguardante i gelati, che si sciolgono al sole e ci danno soddisfazione, sembra sia la soluzione che il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, abbia trovato per risolvere il problema dei rifiuti in Calabria.

Invece, Occhiuto i rifiuti li vuole sciogliere con gli inceneritori, che creano sostanze velenose e danno malattie oncologiche alla popolazione di Gioia Tauro.

Scelta errata e nociva ha intenzione di fare anche a San Leo, confermando decisioni prese da altre giunte precedenti, sia Oliverio che Santelli. Spesso, si ha il dubbio che poi tali operazioni vengano decise più dalle strutture tecniche degli assessorati che dai politici che dovrebbero avere una visione aperta al futuro.

Attualmente l’unico biofiltro e relativo punto di emissione e progettato per non superare le 300 Unità odorimetriche al metro cubo, secondo le attuali norme.

Sappiamo le condizioni di vita impossibile a cui sono soggetti i residenti vicini all’impianto e anche quelli più distanti di Siderno, Locri e Agnana.

Come si può pensare, credere o affermare che 4 diverse linee di lavorazione, tutte concentrate nella stessa area, che emettono dai 4 biofiltri e i relativi punti di emissioni fino ad un massimo totale di 690 Unità odorimetriche al metro cubo rendano l’attività dell’eco-distretto più efficiente e meno invasivo sulla vita e sulla salute dei cittadini?

Chi sta proponendo questo scempio ambientale. Si rende conto che valori delle sostanze tossiche, nocive, ed alcune potenzialmente cancerogene che fuoriescono dai 4 punti di emissione mettono a rischio la salute dei cittadini, dai bambini ai vecchi?

C’è la scuola materna Casanova che dista 1.200 metri, contro le norme di legge che prevedono gli impianti oltre 2 mila metri.

Chi pagherà i danni e le conseguenze negative alla salute di queste persone?

Poi si dirà che non si sapeva di questa situazione, di non esserne stati a conoscenza?

A noi eventuali condanne ai responsabili, ma siamo certi che si arriverà alla prescrizione, non ci interessano!

Noi esigiamo che la vita dei cittadini sia al primo posto, questo deve garantire la Regione, di questo occorre discutere in primo luogo e trovare altri luoghi, altre soluzioni per la gestione dei rifiuti, non continuare in scelte obsolete non in linea con le scelte che l’Europa propone.

L’edificio attuale oltre a trovarsi entro i 150 m dalla sponda del Novito, è a rischio di alluvione, ma di fatto nei periodi acqua alta, la falda che si trova sotto gli edifici del TMB, si avvicina a livello di piano campagna (0 cm, p.c.).

Anche una parte dei nuovi edifici, quelli dalla parte della sponda della fiumara si trovano in questa identica situazione.

In particolare, vorremmo far notare che dalla relazione di annuale di Ecologia Oggi del 2018, inviata al Comune, giugno 2019, risulta evidente che ci sono stati dei giorni nel quale il valore di Unità odorimetriche al mc ha superato il valore consentito.

Non è compito della Regione e del Comune e pensiamo dei Magistrati fare controlli per verificare che il benessere e la salute dei cittadini non venga compromesso irreparabilmente dal TMB?

Ci si preoccupa del fastidioso odore, molto forte quando si supera la soglia di 300 U.O/mc, sarebbe forse più opportuno preoccuparsi quando tale odore non si percepisce, perchéé valori molto alti di Composti Organici Totali (COT nella relazione di Ecologia Oggi, TVOC nella letteratura scientifica) sono più alti del valore ammesso di 30 mg/Nmc anche quando il valore di U.O. al mc è inferiore a 300.

Cioè non si percepisce l’odore, ma si respirano valori di sostanze tossiche nocive pericolosissime ai polmoni e non solo, anche se non danno fastidio all’olfatto.

Si può continuare a costringere Siderno a diventare il luogo di raccolta dei rifiuti di tutta la zona, perché ogni Comune non si gestisce i propri?

Francesco Martino