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mercoledì, Aprile 24, 2024
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Misuraca risponde a Salomone sugli sigli scontri a Pisa e Firenze

Luigi Misuraca risponde al precedente articolo di Sergio Salomone sugli scontri di Pisa e Firenze

Egregio signor Sergio, il suo nome non rende giustizia e merito al Suo illustre predecessore, come parimenti vergato nel documento di riconoscimento di quest’ultimo.

Egli grondava e mostrava saggezza nel suo eloquio, sapeva distinguere le situazioni nonché valutare gli accadimenti (neonato conteso da due madri, tanto per rinfrescarLe la memoria) ed assumere giudizi che la Storia ci ha tramandato, rendendolo immortale ed esempio di ponderatezza. Mi chiedo, ma non rivolgo pari domanda a Lei per non disturbare le Sue convinzioni, come si possano paragonate i fatti di Pisa con quelli di Torino.

Episodi che hanno in comune solo la Polizia di Stato.

In Toscana soggetti agguerriti e crudelmente lanciati, così è sembrato, forse ben oltre gli ordini ricevuti, in cariche, manganelli in resta, ad inseguire ed accarezzare le teste pensanti di giovani i quali dimostravano, pacificamente, la loro avversità al massacro del popolo palestinese. In Piemonte – invece – fatti oggetto di azioni fuorilegge contro servitori dello Stato nell’esercizio delle loro legittime funzioni; Agenti ai quali va, in questa ed altre circostanze similari, ogni nostro sostegno di cittadini che credono nella democrazia; quella ateniese  per essere precisi, non la nostra brutta copia.

Non mi resta che salutarLa ed invitarLa a rileggere i Suoi scritti, prima di affidarli alla lettura, tramite “canali” – forse distratti – anche, a cittadini che pensano liberamente e non hanno ceduto la loro materia grigia alla “M.” del momento (strano, ma non tanto, l’incipit del nome ora richiamato).

 

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