PD: “Da quale pulpito viene la replica”

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Giuseppe Simone, capogruppo del PD di Roccella Jonica, sottolinea l’incoerenza del partito Fratelli d’italia, che ha anche un’anima giustizialista, per quanto riguarda la vicenda di Falcomatà.

In FDI convivono due anime: una governativa che, con la Presidente Meloni a Palazzo Chigi, scopre il realismo politico e sotterra l’ascia dell’opposizione a ruota libera; l’altra giustizialista che pensa di recuperare visibilità conservando l’arma populista. Questa seconda versione fa le sue prime uscite di risurrezione a Roccella Jonica con l’invito al Sindaco della Città Metropolitana Falcomatà a rinunciare alla prescrizione del reato per cui è stato sottoposto a giudizio nell’ambito dell’indagine della Procura reggina sull’affare Miramare.

Fermo restando che la sentenza definitiva la emette il giudice naturale e non il locale Circolo di FdI, siamo dinanzi al populismo double face: gli avversari vengono trattati con giustizialismo, gli amici con garantismo. Non si spiega altrimenti il motivo per cui Falcomatà dovrebbe rinunciare alla prescrizione, nel mentre FdI sorvola sulle mancate rinunce dei tanti imputati non giudicati per decorrenza dei termini (Malattia gravissima del nostro sistema giudiziario di cui dovrebbero rispondere i veri responsabili e, cioè, chi è chiamato a governare la giustizia in “Nome del popolo italiano”), legati a FdI o ai partiti della coalizione di centrodestra. L’elenco sarebbe lunghissimo e dovrebbe indurre il Circolo roccellese di FdI a scendere dal pulpito dell’accusa e attenersi, sempre e comunque, alla regola del civilissimo garantismo.

Ma se la filippica accusatoria della destra nostrana avesse come veri destinatari coloro i quali hanno espresso vicinanza a Falcomatà, ricordiamo agli smemorati estensori dell’accusa, i quali periodicamente ritornano in vita, che in una loro recente timida risurrezione, prima di ripiombare nel limbo, hanno fatto campagna elettorale proprio a fianco di coloro che oggi criticano. È il caso di dire che sia il pulpito e sia la memoria sono fuori posto.

Giuseppe Simone