Prezzi caldissimi per la “tassa Covid”

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@Adnkrons

 Il dopo Covid nasconde una pesante tassa a carico dei consumatori. La sensazione  è che sia stata applicata una sorta di ‘tassa Covid’, che grava sulle spalle dei consumatori. Ecco un elenco dettagliato dei principali aumenti e di cosa tocca spendere agli italiani

Il dopo Covid nasconde una pesante tassa a carico dei consumatori.

Questo effetto indotto della crisi lo stiamo vivendo tutti, basta rapportare i prezzi tra prima e dopo, sembra essere tornati al passaggio all’euro.

“I rincari sono sotto gli occhi di tutti e accomunano diversi settori. La sensazione che abbiamo è che sia stata applicata una sorta di ‘tassa Covid’, che grava sulle spalle dei consumatori”. Sono queste le parole di Giovanna Capuzzo, vicepresidente di Federconsumatori, “Stiamo raccogliendo segnalazione di rincari sui generi alimentari, come frutta e verdura di stagione, rincari in bar e ristoranti, nei servizi alla persona, nel settore dell’energia, in quello turistico e così via. La nostra preoccupazione è che si cerchi di rientrare così delle perdite avute durante la pandemia. Per questo, in molti casi, stiamo inviando segnalazioni alle autorità competenti”.

Ed è quello che avvertiamo tutti in questo inizio di caldissima estate.

Andiamo a vedere nel dettaglio.

Divertimenti (parchi acquatici, piscine)

Rispetto al 2020, nel secondo anno segnato dall’emergenza epidemiologica, si registra un forte aumento delle prenotazioni nei parchi acquatici, con picchi del +21%. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi di una giornata presso un parco acquatico, rilevando le differenze con i dati relativi al 2020. Il costo dei biglietti è calato rispetto allo scorso anno, sia per i biglietti interi (-7%) che per quelli ridotti (-10%), nel tentativo probabilmente di incentivare le presenze. Gli aumenti, invece, sono nascosti all’interno del parco: riguardano i generi alimentari e i servizi di cui i visitatori possono usufruire (+3% per caffè e gelati). Stabilimenti balneari

Il desiderio di ripartenza, insieme alla previsione di una maggiore affluenza sulle spiagge italiane ha prodotto un abbassamento generale delle tariffe presso gli stabilimenti, che si sono attrezzati ad accogliere i clienti con diverse proposte. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato, infatti, il consueto monitoraggio sui prezzi dei servizi balneari, che nel 2021 rilevano costi più simili a quelli dell’estate 2019. Crescono però i costi dell’abbonamento stagionale e di quello mensile (da 780 si passa a 800 con una variazione del 3%), oltre all’affitto del pedalò. Si tendono a incentivare con offerte e promozioni, invece, soprattutto in questa fase, gli abbonamenti giornalieri. Ma anche qui i veri aumenti ( nascosti) sono nel prezzo delle consumazioni al bar e ristorante.

Carlo Maria Muscolo

Per scoprire quali sono stati i rincari di benzina, luce gas e di noleggio auto leggi l’articolo completo su Riviera n.29.