Reggio Calabria: morto il giornalista Amedeo Ricucci

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Foto: fanpage

Nella giornata di oggi, lunedì 11 luglio, Amedeo Ricucci, giornalista calabrese, è morto all’improvviso, mentre si trovava in un albergo di Reggio Calabria, intento a realizzare uno speciale sulla ‘Ndrangheta per il TG1.

Il giornalista aveva 63 anni, da tre anni stava combattendo contro un tumore al fegato e un altro al polmone, che lo aveva aggredito negli ultimi mesi, ma stamattina è improvvisamente collassato nel bagno dell’albergo e così lo ha trovato l’operatore, che era sopraggiunto per accompagnarlo in ospedale, quando un malore non gli ha lasciato scampo.

Chi era Amedeo Ricucci?

Nato, a Cetraro (provincia di Cosenza), il 31 luglio 1958 ha iniziato a lavorare in Rai nel 1993. È stato inviato di Professione Reporter, Mixer, TG1 e La Storia siamo noi. Seguì i più importanti conflitti degli ultimi vent’anni, dall’Algeria al Kosovo, dall’Afghanistan all’Iraq. Era con Ilaria Alpi e Miran Hrovatin nel viaggio in Somalia del 1994, in cui la giornalista del TG3 e il suo cameraman furono uccisi. Era presente anche al momento dell’uccisione del fotografo del Corriere della Sera, Raffaele Ciriello, avvenuta a Ramallah nel 2002. Nel 2013, è stato sequestrato in Siria con altri tre giornalisti italiani ((Elio Colavolpe, Susan Dabbous e Andrea Vignali) dal Fronte al-Nuṣra e liberati dopo undici giorni. Dal 2013, è tra i giornalisti della redazione di Speciale TG1.

Fra le opere più famose il libro “Cronache dal fronte” (Castelvecchi Editore), del 2019. Nel 2020, ha pubblicato “Caro COVIDiario”, la storia della sua quarantena nei mesi di lockdown per la pandemia da COVID-19.

Amedeo Ricucci non si è mai risparmiato e ha dato tutto per il suo lavoro, una delle sue più grandi passioni. La sua carriera, infatti, è stata ricca di soddisfazioni. Tra i molti riconoscimenti, ricordiamo: Premio Javier Valdez (2020), Premio Carlo Azeglio Ciampi “La Schiena dritta” (2019), Premio Ilaria Alpi (2001) e tanti altri.