San Michele e la targhetta infame

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La settimana scorsa, gli inviati di Striscia la Notizia arrivano a Plati, con l’obiettivo di trovare tracce della ‘ndrangheta. Si dirigono verso la Chiesa e trovano un parroco, che li accoglie calorosamente. Avrebbero tanto da chiedere e tanto da imparare da un uomo, che ha fatto una radicale scelta di vita per recuperare gli esclusi. Loro, però, devono fare spettacolo a tutti i costi e, con un colpo di genio, trovano il mafioso: San Michele Arcangelo, con tanto di spada, ed elevato a protettore della ‘ndrangheta.

Riusciranno i nostri eroi di “Striscia la notizia”, i loro suggeritori e compagnia cantando a far arrestare il parroco don Giuseppe Svanera per concorso esterno alla mafia, per aver permesso che nella Chiesa di Platì venisse esposta una statuetta in odor di ‘ndrangheta?
Riusciranno a far bruciare la Statuetta di San Michele Arcangelo esposta nella Chiesa principale del Paese?
Riusciranno a far riesumare due cadaveri, padre e figlio, morti in un drammatico incidente stradale e sicuramente colpevoli di esseri nipote e figlio di un mafioso ed
imbastire loro un processo “Post mortem”, secondo le migliori tradizioni della Santa Inquisizione?
Per adesso sono riusciti a far togliere la “Targhetta infame”con sopra scritto “Alla Beata Vergine del Rosario in Memoria di Pasquale e Francesco Barbaro” 25 marzo 2015.”
Ricostruiamo la vicenda.

Ilario Ammendolia

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