Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del  30 Maggio.

Accadde che:

1431 (590 anni fa): a Rouen, in Francia, la diciannovenne Giovanna d’Arco viene bruciata al rogo. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, fu venduta agli inglesi che la sottoposero a un processo per eresia, al termine del quale, fu condannata al rogo e arsa viva. Contro di lei c’erano ben 70 capi d’accusa, tra spiccavano l’eresia, la stregoneria e, persino, l’essersi vestita da uomo, al tempo un reato accostabile all’eresia. In realtà, l’obiettivo del processo era politico: Inglesi e Borgognoni intendevano liberarsi della pericolosa condottiera, screditando allo stesso tempo Carlo VII, i cui successi nella guerra dei cent’anni e la cui reputazione molto dovevano all’opera della ragazza. Dal canto suo il re di Francia, a cui certamente non conveniva essere associato ad una strega eretica, preferì evitare tentativi per ottenere la liberazione di Giovanna. Dopo un anno di prigionia e sotto minaccia di morte, la ragazza si dichiarò colpevole, firmando una confessione in cui negava di aver comunicato con la divinità. Alcuni giorni dopo, tuttavia, si vestì nuovamente da uomo: poiché per la pena capitale occorreva che l’eresia fosse ripetuta, stavolta le autorità la condannarono a morte. La memoria della pulzella d’Orléans, a vent’anni dal rogo, fu ripristinata: un nuovo processo, voluto da Carlo VII, la giudicò innocente. Giovanna d’Arco, probabilmente troppo pericolosa e rivoluzionaria per il suo tempo, era stata riabilitata dopo la morte. Divenne così una figura sospesa tra storia e mito che avrebbe ispirato innumerevoli opere d’arte, di musica e di letteratura. Nel 1909 la Pulzella fu beatificata presso la cattedrale di Notre Dame e, nel 1920, papa Benedetto XV la proclamò Santa.

1924 (97 anni fa): Giacomo Matteotti, segretario del Partito Socialista Unitario, denuncia in parlamento le violenze dei fascisti durante le elezioni di aprile. Egli, infatti, prese la parola alla Camera dei deputati per contestare i risultati delle elezioni tenutesi il precedente 6 aprile. Il discorso è rimasto famoso, perché l’oratore denunciò con grande coraggio la nuova serie di violenze, illegalità ed abusi commessi dai fascisti per riuscire a vincere le elezioni; mentre dai banchi fascisti si levavano contestazioni e rumori che lo interruppero più volte. La proposta di Matteotti di far invalidare l’elezione almeno di un gruppo di deputati, secondo le sue accuse, illegittimamente eletti a causa delle violenze e dei brogli, venne respinta dalla Camera con 285 voti contrari, 57 favorevoli e 42 astenuti. Il discorso del 30 maggio, secondo lo storico Giorgio Candeloro “Diede a Mussolini e ai fascisti la sensazione precisa di avere di fronte in quella Camera un’opposizione molto più combattiva di quella esistente nella Camera precedente e non disposta a subire passivamente illegalità e soprusi.” Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti fu rapito e assassinato da una squadra fascista, capeggiata da Amerigo Dumin.

Nato oggi:

1687 (334 anni fa): nasce a Canolo (Reggio Calabria) Francesco Nicolai teologo e poeta. Sacerdote, latinista di polso e letterato scrisse la raccolta poetica “Carmina”. Fu poeta arcade e poetò anche in lingua dialettale, ma questa produzione è ancora inedita. Della capacità ironica del Nicolai fanno fede i pochi versi che riportiamo: “Eu , ped ‘aviri jutu appressu a donni\ Ndaju patutu trivuli e malanni!\ Li gambi, forti comu dui culonni, \ Su fatti lenti, comu vioti canni.\ Li gusti chi pigghjai furu umbra e sonni,\ E di la vita mia curciaru l’anni.” Muore a Canolo il 28 Gennaio 1776.