Speziali: dopo le dichiarazioni di Ingroia, spuntano ombre intorno alla candidatura di Federico Cafiero de Rhao

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Ci scrive Vincenzo Speziali una dichiarazione molto seria rispetto alle dichiarazioni fatte dall’ ex magistrato Ingroia nel programma di Antonella Grippo, relativamente alle ombre intorno alla candidatura (con seggio assicurato poiché cooptato) di Federico Cafiero de Rhao

Aleggia un sospetto in questo finale di campagna elettorale (chiamiamola così, per carità di patria) dove a menar fendenti dubitativi (io, aggiungerei, persino inquietanti!), è un ex magistrato, la cui indagine principe, ovvero quella car…… atroce denominata ‘Trattativa Stato Mafia’, è costata sofferenze umilianti agli imputati, dichiarati, ovviamente, innocenti, in Appello.

Il nome del già inquirente (d’assalto o d’accatto? Fate vobis!) lo conosciamo tutti, poiché parliamo di Antonio Ingroia.

Quest’ultimo, durante una nota trasmissione televisiva calabrese -condotta da una valente giornalista, Antonella Grippo- ha adombrato se non sospetti, un certo non so che di ombre ‘dirigenziali’, in capo ad un altro ex magistrato, cioè Federico Cafiero de Rhao, il quale, a sua volta (ma potrei sbagliarmi. Forse? Non lo so!), mi sembra di per sé abbastanza narciso a prescindere e perciò non prenderà bene, né la locuzione ingroiana, né tantomeno, la mia richiesta di pubblico chiarimento.

Difatti, Ingroia, ha ricordato la vicenda di un altro magistrato (da più parti, definito ‘star’), cioè Nino Di Matteo, che venne ‘ridimensionato’ proprio da Cafiero, quando costui dirigeva la DNA (Procura Nazionale Antimafia) e poi -sempre Di Matteo- denunciò l’illusione (non solo la delusione) subita, ovvero la mancata nomina al DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), dall’allora Ministro di Grazia e Giustizia, cioè il ‘fine’ giurista Alfonso Bonafede (meglio noto come dj Foffo, tanto per intenderci e comprendere la sua alta professionalità nelle materie di Marco Tullio Cicerone e Aldo Moro).

Ciò premesso, al punto in cui siamo, sarebbe opportuno che il noto tennista Cafiero de Rhao -dico tennista, in quanto l’agiografia ufficiale (soprattutto, quella del giornale di una nota frigida pseudoconcettuale e posticciamente platinata) lo propaganda come tale, nonostante lui, da ex Procuratore di Reggio Calabria, avesse dichiarato di non andare mai nei circoli sportivi, poiché non sarebbe stato sicuro di incontrare, solo, persone perbene (e se non lo sa il Procuratore, la prossima volta, quando, noi tutti comuni mortali andremo da qualche parte, dovremo chiedere l’aiuto del Mago Otelma)- dicevo sarebbe d’uopo che il tennista (poiché adesso è un pensionato viepiù candidato) Cafiero de Rhao, spiegasse bene o dicesse la sua, circa le parole ‘pietrose’ lanciategli dal suo ex collega Ingroia.

Un’ultima considerazione, triste, tetra ed angosciante: ma è mai possibile che io -ultimo rappresentante della migliore scuola e tradizione politica, ovvero la DC- mi trovi, propinato, nominato e cooptato in Parlamento un Cafiero qualunque e, sempre il sottoscritto, debba chiedergli conto, delle giuste osservazioni mosse da un Ingroia qualsiasi, a fronte degli stop carrieristici di un Di Matteo non unico?

Tranquilli, resto sempre lo stesso, senza disturbo della personalità, ma prego di cuore, che un simile incubo -dovuto e a causa di una malsana campagna elettorale (con relativa,  discutibile e antidemocratica legge)- finisca il prima possibile e con meno danni politici altrettanto possibili, perché o si rimette ordine e decenza ai partiti e alle istituzioni (così come alla selezione dei candidati), con serietà e a fronte di autorevoli personaggi, altrimenti questo Paese, non va a ramengo, bensì a scatafascio.

E ho detto tutto!

 

Vincenzo Speziali