Proteggiamo l’Aspromonte, non andiamo nelle zone degli incendi. Ecco l’appello delle Guide, scopri perché non dovresti andare in montagna

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Le guide dell’Aspromonte lanciano un appello a non visitare le zone colpite dal fuoco perché, per favorire la loro ripresa, occorre evitare di camminarci sopra

La situazione pare migliorare e stiamo pian piano uscendo dall’emergenza dei giorni passati, seppur mentendo sempre alta l’attenzione. Ci preme, però, evidenziare alcuni comportamenti che sono e saranno deleteri per le zone colpite e per noi stessi.

In primo luogo è e sarà molto pericoloso frequentare le zone interessate dal fuoco, poiché avremo per diverso tempo la presenza di piante morte in piedi. Questi individui sono soggetti a cadute improvvise e rappresentano uno grave rischio per la sicurezza di chiunque decida di andare in quei luoghi.

Vento, acqua ed altri fattori potrebbero influire sulla caduta, che sarebbe improvvisa e potrebbe essere devastante se fossero presenti delle persone. Non sarebbero eventi prevedibili in quanto non esiste alcuna forma di prevenzione. Evitiamo la tragedia nella tragedia. C’è però un altro e non minore impatto che dobbiamo evitare. La distruzione criminale che ci ha colpito è grande. Alcune delle zone a più alto tasso di naturalità e meglio conservate sono state attraversate dal fuoco con danni incalcolabili. Si tratta anche di parti della Zona A (tutela integrale), una parte del Parco che necessita di tutele particolari per mantenersi tale. Sono aree dall’alto pregio a cui bisogna approcciarsi con delicatezza e con le giuste modalità, non per una qualche rigidità di base, ma perché necessario per la loro sopravvivenza. La loro buona salute non rappresenta uno sterile inno alla bellezza o chissà quale posizione trascendentale, ma è NECESSARIA per il mantenimento degli equilibri naturali e quindi per noi tutti.

In questa fase storica dall’enorme impatto umano sulla natura e sul clima, i Parchi sono un argine necessario per ciò che rappresentano in termini di difesa biodiversità che, lo ricordiamo, è per l’uomo ASSOLUTAMENTE NECESSARIA per sopravvivere.

Ecco a cosa serve un Parco, a salvare la nostra specie da sé stessa.

Già prima, le modalità di fruizione delle Zone a tutela integrale erano quindi abbastanza stringenti ed ora questo vale ancora di più, alla luce del disastro che le ha colpite, in parte. Alcune di queste sono cenere, ora.

Tutto è perduto, quindi? No, ma per favorire la ripresa dobbiamo tutti evitare di camminarci sopra, letteralmente.

Anche la fauna, già sottoposta allo stress degli incendi sarebbe ulteriormente messa sotto pressione dalle “Visite” umane, con annessi droni e caroselli di auto e persone.

Capiamo molto bene il vostro dolore e la voglia di denunciare al mondo ciò che è accaduto.

Ma dobbiamo fermarci.

Per la nostra sicurezza e per amore del nostro Aspromonte.

Chi ama la nostra Montagna e vuole preservare il Parco, si fermi e lo rispetti, prima di tutto.

Difendiamo l’Aspromonte.

Basta tour delle ceneri.