Tania Bruzzese: “È fondamentale l’unitarietà del Partito”

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Intervista a Tania Bruzzese, presidente dell’assemblea provinciale del PD, la quale afferma che per riportare la giusta armonia al partito serva il dialogo con ciascuna forza presente nel PD, perché tutti rappresentiamo la spina dorsale del partito, nessuno escluso.

 Un cognome importante per la storia del PCI della Locride, ti pesa?

La ringrazio sinceramente per la domanda. Il peso del mio cognome è direttamente proporzionale all’onore che ho per nascita nel portarlo: sono assolutamente orgogliosa della nostra tradizione familiare, quindi di essere una Bruzzese, e nello specifico, la nipote di Peppino Bruzzese, un compagno che ha contribuito concretamente e positivamente alla storia del PCI della Locride, ricoprendo negli anni ’60-’70 per ben tre volte la carica di Consigliere Provinciale nell’allora Collegio Grotteria-Martone-San Giovanni di Gerace, ottenendo una media del 46% delle preferenze, un successo straordinario – quasi un plebiscito – se pensiamo a quel determinato contesto storico. Ad oggi conservo ancora la pagina dell’Unità del Martedì 21 Marzo 1971 dove veniva pubblicato l’elenco dei candidati al Senato per il PCI-PSIUP e mio zio, da candidato per il Collegio di Locri non ha occupato lo scranno da senatore per una manciata di voti. Mi piace considerarlo il capostipite politico della nostra grande famiglia e io sono davvero orgogliosa di poter continuare a percorrere il selciato sulla strada maestra che lui ha tracciato, raccogliendo con umiltà e grande rispetto la sua eredità politica.

Qual è stato il tuo percorso fino ad oggi?

Ho una formazione umanistica, studi classici a curriculum archeologico presso l’Università della Calabria, sebbene sin dai tempi accademici io abbia iniziato, quasi per caso, a lavorare nel mondo dell’associazionismo e delle Politiche Sociali, specializzandomi successivamente anche nel campo degli studi sull’Educazione e sulla Formazione. La mia militanza nel partito trova le origini nella Sinistra Giovanile in epoca adolescenziale, sin dai quindici anni, proseguendo nel PDS, attraversando l’evoluzione nei DS e infine nel PD, di cui ho avuto l’onore di partecipare ai Congressi di sezione/circolo della Locride presentando la mozione Fassino. Di professione sono una progettista sociale e formatrice e ho collaborato con numerose amministrazioni, attualmente gestisco una struttura socio-assistenziale per anziani a Grotteria, attività che mi gratifica particolarmente, soprattutto sotto il profilo dell’utilità sociale.

Come ritieni di svolgere il compito di Presidente dell’Assemblea del PD?

Premesso che è per me doveroso precisare che questo è un riconoscimento che va al Circolo del PD Sidernese – che continua ad esprimere personalità in seno alle Rappresentanze del partito -, vorrei ringraziare chi ha avuto fiducia nelle mie capacità scommettendo su di me e mi auguro vivamente di non deludere le aspettative riposte. Detto ciò è ovvio che io senta l’onere e l’onore della responsabilità del ruolo che mi è stato affidato dalle compagne e dai compagni del PD dell’Area Metropolitana di RC e ritengo sia necessario andare nella chiara direzione dell’unitarietà del Partito, che va intesa quale matrice di appartenenza imprescindibile: i circoli devono nuovamente essere fonte di energia, vissuti da tutti gli iscritti e le iscritte affinchè siano proprio loro a fungere da vettori di idee e progetti politici.  Veniamo da un lungo periodo di Commissariamento che certamente non ha giovato all’imprinting di quella svolta direzionale che nel 2013 l’allora Segretario di Federazione Provinciale del PD Sebi Romeo, oggi in seno alla Direzione Nazionale del PD, aveva impostato. Adesso tocca ricominciare, riprendere le fila da dove si sono interrotte, arginando l’IO a favore del NOI, rispettando le storie politiche di ognuno, ma camminando insieme nella stessa direzione. Aggiungo che fondamentale è l’ascolto, così come preziosi saranno i consigli di cui tutte le compagne e i compagni vorranno farmi dono. Le avventure solitarie non aiutano certamente la crescita collettiva, ma la condivisione e il confronto democratico certamente sì: questa è la nostra idea di Presidenza dell’Assemblea Metropolitana del PD.

Ti stai preparando a questo ruolo?

Ovviamente si. Come ho già detto è un incarico di grande responsabilità e io sono convinta che le responsabilità vadano condivise democraticamente, inoltre ad onor del vero devo confessare che sono stata davvero stupita nel ricevere questa proposta e, quindi, tale sentimento è il sottotitolo di una scelta coraggiosa che sta sicuramente a confermare quanto la politica del PD sia tra le persone, motivo per cui ribadisco con la volontà e l’umiltà nello sperare di essere all’altezza del ruolo così importante e di non deludere le aspettative del partito.

Come vedi il partito in Calabria e in Italia?

Uscendo ora il PD Calabrese da un lungo periodo di Commissariamento, epoca nella quale il capitale umano d’eccellenza autoctono è stato certamente arginato, adesso è aperta una nuova fase, quella della rigenerazione nell’ottica dell’unitarietà del partito e delle scelte condivise con le compagne e i compagni che devono essere coinvolti non solo nelle battute elettorali, ma nell’interezza del ciclo politico: solo in tal modo, a mio avviso, si può essere realmente protagonisti e, credo,  citando fatti di casa nostra, che l’elezione a Sindaco di Siderno di Mariateresa Fragomeni sia l’esempio lampante di quanto la democrazia partecipata giovi allo stato di salute della politica e della collettività in generale. Oltretutto le cospicue risorse del PNRR e del PON Salute rappresentano per la Calabria una vera opportunità che va messa a frutto con serietà per innalzare quantitativamente e, soprattutto, qualitativamente la rete dei servizi offerti, attualmente esigua e non sempre tecnologicamente all’altezza. Allineandomi il pensiero del Segretario DEM Regionale Nicola Irto, mi trovo concorde nell’affermare che denunciare continuamente le carenze è sacrosanto, ma intervenire lo è ancor di più. In ultimo, ma non per importanza, anzi tutt’altro , vi è la questione inerente la riorganizzazione della Giovanile che non va minimamente sottovalutata: è un’opportunità di crescita personale e collettiva straordinaria, una palestra politica che favorisce lo sviluppo di idee e proposte mediante una marcia in più, ovvero la passione che è la vera psiche – intesa come anima – propria, oserei dire potente, dell’attivismo giovanile. A livello nazionale i sondaggi oggi indicano un partito che si attesta al 21%: il PD vive un momento nuovo di protagonismo, attraverso un assetto politico che spazia a tutto tondo dal comparto del lavoro, all’impresa, all’istruzione, alla sanità, alle politiche sociali, all’ambente ed alla legalità. Il partito, come ha sottolineato più volte il nostro Segretario Nazionale Letta, lavora da mesi su un pacchetto di proposte in grado di coniugare sviluppo e lavoro, crescita e protezione dei più fragili, avendo quale obiettivo generale l’inclusione di tutti senza lasciare indietro nessuno e questo nessuno ora assume una connotazione più marcata, perché include il popolo Ucraino che nell’immediatezza ha bisogno di aiuto concreto per giungere alla pace, annientando quel sottilissimo sostrato di filoputinismo presente trasversalmente nel nostro Paese. È certamente una meta ambiziosa che solo un partito forte, capace e unitario come il PD può conseguire da protagonista: oggi il PD è scevro dai vecchi cliché con cui fino a qualche decennio fa venivano dipinte le forze di centrosinistra.

Qual è il primo obiettivo che ti sei prefissata di raggiungere?

Sicuramente quello di incontrare e dialogare con tutte le intelligenze del partito, nel massimo rispetto di tutte le forze e le idee, al fine di instaurare un confronto democratico e serio nell’ottica della crescita di tutto il PD dell’Area Metropolitana. Credo sinceramente, e sono convinta che sia così per tutto il gruppo Dirigente, che sia fondamentale ripristinare un sentimento, un patto naturale di fiducia bilaterale strumento necessario per poter parlare una lingua comune a tutti i compagni e le compagne. I circoli devono tornare ad esprimere la loro vitalità, dobbiamo avvicinarci maggiormente ad un target anagraficamente più giovane, offrendo loro spazi di dialogo e protagonismo, senza dimenticare – ma al contrario valorizzare – la preziosa esperienza delle compagne e dei compagni più esperti per conferire un nuovo protagonismo “integrato”.

 Cosa pensi che serva per riportare la giusta armonia?

Temo di ripetermi, ma sono certa che il dialogo con ciascuna forza presente nel PD debba essere un continuum: tutti rappresentiamo la spina dorsale del partito, nessuno escluso.