Un anno di Direzione, tempo di bilanci

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Un anno fa di questi tempi accettavo di assumere la direzione di “Riviera”. Un gesto di generosità, il mio, nella consapevolezza di dover restituire, pur se in parte, alla Locride ciò che essa, in passato mi aveva concesso, consentendomi di essere ciò che sono diventato in termini umani e professionali. Dunque è tempo di bilanci. E per quanto mi riguarda non può che dirsi positivo.

Giusto un anno fa di questi tempi spinto dall’invito cortese, ma deciso di due amici come Ilario Ammendolia e Rosario Condarcuri e dopo non lunga riflessione, accettavo di assumere la direzione di Riviera. Un gesto di generosità, il mio, nella consapevolezza di dover “Restituire”, pur se in parte, alla Locride ciò che essa, in passato mi aveva concesso, consentendomi di essere ciò che sono diventato in termini umani e professionali. Dunque è tempo di bilanci. E per quanto mi riguarda non può che dirsi positivo. Abbiamo lavorato molto per restituire slancio e smalto al settimanale, per fargli raggiungere quell’autorevolezza che forse ancora mancava e credo ci siamo riusciti, ma con un encomiabile sforzo collettivo: quello che trovate ogni domenica in edicola oppure online altro non è che il “Prodotto” dell’impegno di una “Squadra” che non si risparmia mai e che qui ringrazio dal profondo del cuore. Non mancano, però, i preziosissimi contributi “Esterni”, collaborazioni prestigiose, a cui va la mia grata riconoscenza, penso alla ora ricostituita “Redazione romana” (Francesco, Tommaso, Mario), ma anche a chi puntualmente scrive da più lontano, da sotto le guglie della “Madunina” (Carlo), a Giorgio e a tanti altri assai apprezzati dalla nostra sempre più vasta platea di elettrici ed elettori. Siamo, dunque, diventati un solido “Punto di riferimento”, soprattutto culturale, per il territorio di riferimento. Con una credibilità che ci da onore e imprime più forza ad un “Progetto editoriale” non più di corto respiro, ma che può e deve guardare al futuro con maggiore ottimismo. La conferma che siamo sulla buona strada ci deriva e ci conforta, in particolare, da due straordinarie iniziative: la prima del 18 luglio con l’appuntamento di Polsi (uno dei luoghi dell’anima, non della ‘ndrangheta come narrazione generalizzata tenta di far apparire…) realizzata in stretta sinergia con i colleghi della Discussione (che speriamo di ripetere, se ve ne saranno le condizioni ovviamente, nell’estate del 2022) e la seconda, in partnership con il Sindacato calabrese (ma nata da una nostra idea esclusiva!), con la grande e popolare manifestazione del 26 luglio con la presenza in piazza Portosalvo a Siderno di Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, Segretari Generali rispettivamente di CGIL, CISL e UIL. Neanche i più scettici ci credevano. Noi sì, fermamente. Sbarra e Bombardieri sono, come noi, “Figli” di questo territorio, ed è anche grazie a loro se la Locride, la Calabria ed il Sud torneranno ad essere “Centrali” nel dibattito politico e nel rapporto con Roma. Ad entrambi abbiamo strappato la “Promessa” di rivederci il prossimo anno, per il “Punto della situazione” e per capire se le risorse del Pnrr destinate al Mezzogiorno, ed alla nostra regione sono state utilizzate nel modo giusto e impegnate per creare innovazione, sviluppo e lavoro e, soprattutto, per arrestare la dolorosissima piaga dell’emigrazione giovanile, come nell’auspicio di ciascuno di noi. In questa “Cornice” (speranzosa con riserva, saranno i fatti a parlare…) si colloca anche il futuro di Riviera. L’obiettivo dell’Editore e di chi ne ha, in questo momento, la responsabilità giornalistica (fattura e contenuti), cioè il sottoscritto, è quello di dare corpo e gambe più strutturate, meno deboli, perché convinti che questa sia un’ opportunità da non lasciarsi sfuggire, per il presente e per il domani. Se meglio organizzato in ogni sua componente (anche economica), il settimanale che avete sotto le mani potrà aprire prospettive nuove per tante giovani e già competenti professionalità che intendono mettere e già mettono, le loro intelligenze al servizio della terra in cui sono nati e qui aspirano a rimanere e ad affermarsi. Noi, che per ragioni anagrafiche prima o poi dovremo necessariamente passare il testimone, abbiamo il dovere di non deluderle ma, al contrario, si alimentare aspettative, sogni e speranze.