Un parroco calabrese: “Fermate Squid Game”

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Foto: ScuolaInforma

Don Giovanni, parroco delle comunità di Roghudi e Marina di San Lorenzo, invita a fermare Squid Game la serie tv coreana, e di intervenire in maniera da proteggere i bambini ed i giovani.

Il parroco, che segue da vicino le problematiche giovanili, è preoccupato per le immagini violente, che da giorni vede postare su facebook che richiamano questa serie, dichiarando: «”Squid game” è una serie televisiva  che si appresta a diventare la più vista in assoluto su Netflix, surclassando persino “La casa di carta”. È  vero che si suggerisce la visione al di sopra dei 14 anni di età, ma spesso i genitori non sono presenti in casa e poi si rischia che questa violenza gratuita, vista in televisione si ripercuota o venga emulata dai stessi giovanissimi o peggio ancora dai bambini, che a mio avviso dovrebbero crescere in ambienti sani. Bisogna tornare a riempire gli oratori e magari ritornare ai giochi di strada solo così avremo dei giovanissimi capace di stare insieme e meno concentrati su un computer che è diventato il loro migliore amico, perdendo di vista l’amico vero con il quale confrontarsi e magari giocare nel pomeriggio».

Squide Game la trama

 Si tratta di una serie tv coreana creata da Hwang Dong-hyuk. SeongGi-hun, un uomo divorziato e sommerso dai debiti, viene invitato a giocare ad una serie di giochi tradizionali per bambini per vincere una grossa somma di denaro. Egli accetta l’offerta e si ritrova in un luogo sconosciuto insieme ad altre 455 persone con debiti simili ai suoi. I giocatori sono tenuti costantemente sotto controllo da alcune guardie vestite di rosso, sotto la sovrintendenza di un Front Man. I giocatori scoprono ben presto che chi perde viene ucciso. Gi-hun fa squadra con altri giocatori, incluso il suo amico d’infanzia ChoSang-woo, per sopravvivere alle sfide fisiche e psicologiche sottoposte dai giochi. Protagonisti sono un gruppo di disperati che, in caso do vittoria otterranno il montepremi che li riabiliterebbe nella società. Le competizioni riguardano vari giochi dell’infanzia come “uno-due-tre stella”. Il tutto si colloca a metà strada tra Giochi senza Frontiere e Fall Guys, il noto videogame ispirato a “Mai dire Banzai”.

 Le polemiche

i contenuti, giudicati pericolosi per il pubblico più giovane, hanno  spinto molte associazioni a  chiedere la censura di Squid Game in Italia. Il portavoce della Fondazione Carolina, nata per contrastare il bullismo e cyberbullismo ha confermato che la censura rappresenta l’unico modo per bloccare “il micidiale contenuto della serie”, dichiarando: “A questo punto, l’unica soluzione possibile sembra la censura vecchio stampo. Qualcuno storcerà il naso, ma ormai sembra l’unico strumento possibile a difesa del principio di incolumità dei minori”.

Allarme anche dalle scuole, dove ci sono state segnalazioni di emulazione. Sarebbero diversi, infatti, i bambini che durante l’intervallo hanno tentato di replicare la versione di “Un, due, tre, stella” della serie.