Ti serve veramente andare a studiare fuori dalla Calabria?

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Classifiche e specialità delle più blasonate università situate in Calabria: Unical, UMG e UniRC. I progetti e la competenza degli atenei che portano il Sud in tutto il mondo.

Unical, Università della Calabria

L’ateneo di Rende, in provincia di Cosenza, è sicuramente uno dei più grandi d’Italia, con circa ventimila studenti ed una struttura che richiama un pò lo stile americano. L’università è un campus a tutti gli effetti in cui è possibile vivere, mangiare, divertirsi e ovviamente studiare. Attualmente l’Unical si trova in quarta posizione tra i grandi atenei statali.

Ciò che la caratterizza sono i suoi prestigiosi dipartimenti, più nello specifico quelli scientifici, in continua evoluzione. Una menzione speciale va riconosciuta all’acceleratore di start up innovative CyberXcelerator, ovvero un programma di sviluppo e crescita triennale dedicato alle start up che operano nel settore del cybertech e dell’intelligenza artificiale, sostenuto da investimenti complessivi per oltre cinque milioni di euro.

Secondo i numeri del ranking delle università, l’Unical continua a espandersi, è diventato un ateneo pari a quelli del nord Italia. Ogni anno nascono nuovi corsi di laurea, già dall’anno scorso vi è stato un incrementa del 7%, e per il prossimo ci si aspetta una percentuale più alta, visto l’apertura del nuovo corso di Medicina e Mediazione linguistica. Lo scorso anno, per la prima volta nella sua storia, l’Università della Calabria è entrata nel QS World University Rankings, la classifica universitaria globale più consultata al mondo che valuta la qualità delle università selezionando le migliori al mondo, circa mille nella classifica del 2020. L’Unical, si è saldata tra le top col 68% del ranking.

UMG, Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro

L’ateneo è conosciuto soprattutto per i suoi dipartimenti di Medicina, e infatti inserito nella classifica del Censis – anche se si trova negli ultimi posti. La struttura non è facilmente raggiungibile dato che si trova nella periferia della cita, ed è scollegato un po’ dal resto della città.

Sicuramente non è a livello dell’ateneo cosentino, ma anche questo ente può vantare di diverse qualità. Ci sono infatti 15 scienziati e ricercatori tra i 160mila scienziati di tutto il mondo, 4008 italiani, che la prestigiosa università di Stanford ha individuato tra quelli più citati per la produzione scientifica, ovvero sono tra coloro che con i loro studi influenzano di più la ricerca.

Inoltre, qualche giorno fa, è stata portata a termine un ricerca sull’Alzheimer, nell’equipe dei ricercatori c’erano infatti anche membri dell’università di Catanzaro insieme ad altri membri di diversi atenei, andando a produrre importanti risultati, che potrebbero rappresentare una vera e propria svolta nell’ambito della prevenzione e della gestione della malattia. HuD è una proteina legante l’RNA espressa nei tessuti neuronali e coinvolta nelle malattie neurologiche. L’approccio ha combinato le tecniche in silico e STD-NMR e hanno portato all’identificazione dell’acido folico come un potente legante di HuD. Questo composto può rappresentare un nuovo candidato per lo sviluppo di migliori trattamenti contro le malattie neurologiche.

UniRC, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Inserita dal Censis nella classifica degli “atenei piccoli”, basato sul numero di studenti iscritti, ed è incredibilmente situata nel secondo posto, ed intende restarci e addirittura superare questo record. È infatti una grande soddisfazione per gli studenti e docenti che grazie alle loro qualità e competenze riescono a far espandere l’ateneo ottenendo questi risultati. Sicuramente è uno degli atenei più sottovalutati d’Italia, ma comunque possiede ottimi strumenti per poter sviluppare nuove migliorie per il futuro.

Sta per partire anche una innovativa campagna sperimentale presso il laboratorio NOEL del Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Energia, dell’Ambiente e dei Materiali – DICEAM – dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, primo ed unico laboratorio naturale di ingegneria marittima al mondo.
La campagna sperimentale rientra nel progetto “The Blue Growth Farm”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, al fine di contribuire a:

  • ridurre i costi e aumentare la redditività economica delle piattaforme multiuso per l’industria marittima in ambito europeo;
  • sviluppare metodi e sistemi suscettibili di coinvolgimento delle comunità locali e degli attori di questi nuovi sviluppi tecnologici;
  • migliorare le capacità e le competenze professionali degli addetti ai lavori nel settore della cosiddetta Economia Blu.