Vaccini Covid per tutti, un timido passo avanti ma non basta

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Tutti devono potersi vaccinare contro il Covid-19, è una richiesta di rispetto della nostra Costituzione, di umanità e anche una necessità per la salute collettiva.

Dopo mesi di richieste sembra che finalmente qualcosa si sia sbloccato sul tema del vaccino per tutti. Se non hai seguito le puntate precedenti di questa vicenda ecco un breve riassunto.

Con l’avvio della campagna vaccinale in Italia ci si è dimenticati del diritto alla salute come diritto universale. Anche se gli enti internazionali di sanità e anche quelli nazionali, hanno sin da subito raccomandato di vaccinare chiunque volesse proteggersi dal Covid-19.

Tra i chiarimenti giunti dall’AIFA nella prima fase di vaccinazione si può chiaramente leggere: “Secondo lo schema di priorità definito nel Piano vaccini saranno vaccinate tutte le persone presenti sul territorio italiano, residenti, con o senza permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione”.

No tu no! I problemi di prenotazione

Nonostante questo per 500 mila persone in Italia la prenotazione sulle piattaforme è stata impossibile per molti mesi. Perché? Perché invece di aver adottato un sistema libero di prenotazione il software di prenotazione non riconosce i codici delle tessere sanitarie temporanee, quello per i cittadini europei non residenti in Italia. Inoltre non è stato previsto un sistema che consenta di inserire manualmente i dati di cittadini presenti irregolarmente nel Paese.

Adesioni aperte ma ancora non per tutti

Solo in questi giorni la situazione si è sbloccata in Calabria. Emergency ha però diffuso un comunicato per evidenziare che con le modifiche apportate al sistema adesso gli stranieri extra UE irregolari e coloro che hanno presentato istanza di emersione possono inviare una richiesta di adesione. Ci sono quindi ancora persone escluse dalla vaccinazione e come spiega Mauro Destefano, coordinatore dell’ambulatorio EMERGENCY a Polistena, si tratta proprio di coloro che hanno maggiore necessità di protezione:

“Nel nostro ambulatorio seguiamo numerosi pazienti cronici, affetti da patologie gravi, quindi più fragili: sono da diversi mesi in attesa di potersi vaccinare e ancora non possono farlo a causa di problemi burocratici – spiega Mauro Destefano. – È un bene che qualcosa inizi a muoversi, ma alcune categorie rimangono escluse e sono ancora troppi i problemi tecnici da risolvere. Forniremo, pertanto, il nostro supporto in questo senso. Speriamo inoltre di poter avviare delle campagne informative e vaccinali anche per coloro che vivono in contesti difficilmente raggiungibili”.

Garantire i diritti

Fin dall’avvio della campagna vaccinale, EMERGENCY ha sottolineato la necessità di garantire la vaccinazione in via prioritaria di tutti i soggetti vulnerabili, senza nessuna distinzione a seconda dello status amministrativo. Durante il tavolo del 17 giugno presso la Prefettura di Reggio Calabria, in presenza di ASP e Regione, insieme ai sindacati e alle altre organizzazioni del territorio si è aperto un dialogo con le istituzioni per richiedere di ampliare l’accesso alla piattaforma online a tutte le categorie di cittadini stranieri finora escluse, discutendo inoltre della possibilità di avviare una campagna informativa per raggiungere tutti coloro che vivono in contesti socio-abitativi precari (tendopoli, containers, casolari abbandonati, etc.).

Dopo diverse segnalazioni, il 25 giugno sono state apportate alcune delle modifiche suggerite alla piattaforma, ma alcuni problemi tecnici impediscono a oggi la registrazione di alcune categorie di stranieri, come ad esempio i cittadini comunitari irregolari in possesso di codice ENI, e coloro che sono in possesso del solo codice fiscale alfanumerico. Al momento, soltanto gli stranieri extra-UE irregolari provvisti di codice STP(attribuito per urgenza medica e cure essenziali e che sostituisce la tessera sanitaria) e coloro che hanno effettuato istanza di emersione possono registrare la propria adesione sulla piattaforma per la vaccinazione, ma per la maggior parte rimangono in attesa di una conferma effettiva per accedere alla prenotazione. Dal 6 luglio, in alcuni casi, è stato possibile prenotare e fornire un appuntamento a pazienti che appartengono a tali categorie e che afferiscono all’ambulatorio.

Questo quanto riportato dall’organizzazione umanitaria. Sono iniziate proprio in questi giorni delle operazioni per raccogliere le adesioni dei cittadini stranieri, dei migranti, dei senzatetto e degli altri esclusi per potersi vaccinare. A San Ferdinando secondo l’ANSA su 208 dimoranti nella tendopoli sono stati 112 le persone che hanno espresso la volontà di vaccinarsi.