Voce ai candidati: Marilene Bonavita

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Il nostro settimanale, in vista delle Elezioni Regionali del 3 e 4 ottobre prossimi, ha deciso di rivolgere tre domande a tutti gli aspiranti consiglieri provenienti dalla Locride, al fine di permettere loro di esporre brevemente i propri programmi e garantire ai lettori e, potenziali elettori, di potervi conoscere meglio.

 Perché ha deciso di aderire al progetto di Amalia Bruni?

Come Partito Animalista Italiano possiamo affermare come Amalia Bruni sia stata l’unico candidato presidente che sin dall’inizio ha sposato la causa animalista, accolto il nostro programma, ed insistito per averci nella coalizione. La sincerità della Bruni ci è stata confermata questa estate, quando con forza si è schierata dalla nostra parte, chiedendo la revoca dell’anticipo della stagione venatoria, disposta dall’attuale Giunta Regionale, pochi giorni dopo che la Calabria è stata devastata dagli incendi.

Quale ritiene che sia l’atto più urgente che dovrà adottare la prossima giunta regionale?

Sicuramente il nostro punto di vista tende verso la salvaguardia dell’ambiente e del benessere animale. Ma pensiamo che anche tragici fatti di cronaca abbiano dimostrato come sia urgente e necessaria la risoluzione della vergogna randagismo che attanaglia la nostra regione. Pensi che si stimi come in Italia vi siamo 50.000 randagi di cui solo 15.000 sono presenti in Calabria. La tutela di ambiente e fauna e, di conseguenza, lo sviluppo di un turismo verde, veg ed eco-sostenibile, può fare da traino alla nostra economia, rendendo la Calabria giardino d’Italia e d’Europa.

Quale pensa possa essere un’idea di sviluppo vincente per la nostra Regione?

Come accennavo in precedenza, tra le tante cose, segnalo come anche tramite i Fondi Europei, con un’azione fiscale e/o con maggiori finanziamenti, si auspica il passaggio verso una produzione alimentare basata sulle piante, sull’agricoltura locale a “km 0”, verso produzioni “Bio” ed “eco-sostenibili” che porteranno benefici, anche occupazionali, alla nostra regione ed ai nostri territori. Un’imprenditoria “Veco-sostenibile”, che già esiste nel nostro Paese, va incentivata tramite i fondi dell’Unione con: “In primis” la creazione di “Tax credit” ai consumatori che acquistano prodotti “Bio” e/o “eco-sostenibili”; con creazione di “Zone franche” per chi investe nell’agricoltura sostenibile; ancora, creare delle “Eco golden area”.