Alfredo Aglietti cu grembiule e coppinu…

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Alfredo Aglietti è il nuovo allenatore della Reggina, che rappresenta per i tifosi un pezzo di cuore, immaginandolo col grembiule e u coppinunte mani (mestolo per i palati fini)

Caro direttore tu sai il bene che ti voglio bene e sai anche che se mi avessi chiesto un pezzo giornalistico sul neo allenatore della Reggina, avrei desistito. Non sono molto credibile quando c’è l’anima amaranto di mezzo e Alfredo Aglietti credo la rappresenti tutta quest’anima, ma tu, che mi conosci ed anche molto bene, furbescamente mi chiedi il parere di un tifoso “Confuso” e allora non posso tirarmi indietro.

Vecchia canaglia di un direttore, amico mio.

Alfredo è in primis una questione di cuore e da questo punto di vista il tifoso, che nel piatto cerca in primis la genuinità del cibo, è già mezzo appagato all’idea di un pranzo all’altezza almeno del su cuore.

Lo sa il tifoso che per un vero pranzo completo ed appagante in tutti i sensi, ci vorrebbero tanti piatti di qualità, ma già il pensiero di sedersi a tavola e sapere che il cuoco è una bella persona di cui ti fidi e che conosce le tue voglie, già ti lascia pregustare piatti a te molto cari, come per esempio i maccarruni i casa intinti nto ragù. Ho pensato subito a questo, quando ho avuto la notizia ufficiale dell’arrivo di Alfredo a Reggio, l’ho immaginato col grembiule e u coppinunte mani (mestolo per i palati fini).

Perdonatemi amici lettori, perdonami direttore, ma su Alfredo Aglietti non riesco a dare un parere giornalisticamente equilibrato. Sono spudoratamente di parte. E poi immaginarlo col grembiule e cu coppinu mi fa pensare a una nonna o una mamma e la mamma è sempre perfetta. Perdonatemi.

Andrò a fare penitenza dietro la lavagna. Caro direttore, oggi mi hai tirato un colpo basso.

Ti chiedo solamente una cosa: dietro la lavagna posso portarmi almeno stupiattu, i maccarruni con ragù e ricotteddha salata?

Ti voglio bene e ti perdono. Se vuoi venire con me, dietro la lavagna ti aspetto con gioia direttore.

Ah dimenticavo… il vino lo porti tu?

Alfredo Auspici