Siderno: si sarebbe potuto fare di più durante lo sbarco?

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Pensando a quelle povere anime che sono arrivate a Siderno mi sono venute in mente alcune domande. Ma dove era l’autorità che si occupa del mare, mentre quei poveracci sbarcavano? Schettino, al confronto, che abbandonano le barche al largo e le fanno affondare alla deriva dicendo “per le difficili condizioni del mare”, è un eroe. Loro non vogliono problemi e responsabilità in porto: questa è la loro nuova politica.

Ieri sera, pensando a quelle povere anime che hanno combattuto e sono arrivate a Siderno mi sono venute in mente alcune domande. Ma dove era la l’autorità che si occupa del mare con tutti i suoi potenti mezzi, mentre quei poveracci sbarcavano a Siderno, anziché a Roccella nel Porto. Ormai nel mar Ionio non può passare nemmeno uno stormo di fringuelli che non venga intercettato, bloccato e salvato. Due persone sono morte perché i potenti mezzi, che di solito si muovono anche per centinaia di miglia, non hanno mosso un dito nemmeno a 4 (7 km e mezzo) miglia dal porto. Nell’ultimo mese sono arrivati centinaia di profughi con più imbarcazioni, ma le imbarcazioni dove sono? Affondate per inquinare il nostro mare con gasolio oli incombusti e materiali plastici, come lo inquina la barca che hanno permesso arrivasse ieri e si arenasse a Siderno per deturpare, stuprare e inquinare la nostra spiaggia? Ci si deve chiedere, dava fastidio portarla in porto, dava problemi (ancora il mare era tutto sommato tranquillo) far salire un paio di uomini a bordo, come spesso fanno in condizioni anche più complicate di ieri, dare fondo all’ancora e far sbarcare questi poveri cristi che sono morti schiacciati e annegati cercando di saltare dal bordo della barca alto 4 metri e con onde formate che gli spingevano la barca addosso?Il ragionamento è uno e uno solo: ma a loro (non a tutti sicuramente) cosa gli frega di cosa succede a questi poveri cristi e a queste barche. L’importante è che non muoiano mentre sbarcano o mentre comunque sono sotto la loro responsabilità, l’importante è che la barca non rimanga sotto la loro custodia, meno problemi e meno carte. Nel porto ingombra e bisogna fare carte e controllarla, lì già ieri sera la custodia era affidata a volontari e domani non sarà più necessaria. Sarà competenza della Prefettura e delle Dogane. Schettino, al confronto, di chi abbandona le barche al largo e le fa affondare alla deriva dicendo “per le difficili condizioni del mare”, è un eroe. Loro non vogliono problemi e responsabilità: questa è la loro nuova politica. Si informassero i giudici inquirenti quale era la catena di allerta e comando, quando la barca è stata segnalata e non permettano a questi signori, che hanno la vita di 2 persone sulla coscienza, di nascondersi dietro ad un dito, come si sono abituati a fare negli ultimi mesi. Altro che “Torni a bordo, è un ordine”. Qui Schettino sono loro, la catena di comando delle autorità navali. Non si muore in spiaggia cercando di salvarsi, soli e abbandonati, a pochissimi chilometri da un ente dotato di potentissimi mezzi. Queste domande vorrei porre a qualcuno che mi rispondesse

 

Un lettore