Coronavirus, la variante “potenziata” indiana spaventa

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La variante avrebbe dimostrato di essere resistente a trattamento terapeutico con gli anticorpi monoclonali. Gli esperti riassicurano, la diffusione è ancora bassa e non ci sarebbero motivi di preoccupazione.

“Variante della variante”

In india, gli scienziati hanno individuato una mutazione, o potenziamento, della loro variante del covid-19, a maggio era stata ribattezzata “Delta”, dopo le recenti scoperte è stata nominata “Delta plus”.

Secondo i primi studi, la variante sarebbe più resistente e pericolosa, e avrebbe dimostrato di contrastare l’efficacia del trattamento terapeutico con gli anticorpi monoclonali, recentemente autorizzati dalle autorità sanitarie di Nuova Delhi. Secondo gli esperti non ci sarebbero motivi di preoccupazione in quanto la diffusione ha ancora un tasso abbastanza basso.

Dai dati in nostro possesso, risulta che la variante abbia già creato i primi problemi, scatenando la seconda ondata nel subcontinente e rovinando addirittura i piani di Boris Johnson, primo ministro del Regno Unito, posticipando di un mese la riapertura del paese, in programma il 21 giugno, la data è stata spostata infatti al 19 luglio proprio a causa dell’elevata diffusione della variante Delta nel regno Unito.