Difesa dei diritti umani e legalità, ecco chi riceverà il Caravella del Mediterraneo 2021

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Tra i premiati in questa edizione del Festival Giornalismo Mediterraneo De Bellis, Gratteri, Di Segni e Badalamenti

Tra i premiati al Festival Giornalisti del Mediterraneo il magistrato Nicola Gratteri, il giornalista Giuseppe De Bellis, Noemi Di Segni, presidente della Comunità Ebraica, e Maria Badalamenti, vittima di mafia.

Diritti umani, genocidi, economia blu, legalità saranno questi i temi al centro del 13esimo Festival Giornalisti del Mediterraneo. La kermesse si svolgerà a Otranto dal 1 al 4 settembre 2021, in attesa del programma completo il Comitato scientifico del Festival ha  già reso noti i primi premiati con il “Caravella del Mediterraneo”.

Questo premio è stato istituito come simbolo dell’incrocio culture dei due mari che sono stati lo scenario millenario di scambi commerciali, sociali e linguistici tra Oriente ed Occidente. I primi 4 premiati di quest’anno saranno Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, Noemi Di Segni, presidente della Comunità Ebraica in Italia, Maria Badalamenti, vittima di mafia, e Giuseppe De Bellis, direttore di Sky Tg24.

Tra gli ospiti già confermati per questa edizione del Festival ci sono: Cuno Jakob Tarfusser, sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano – giudice della Corte Penale Internazionale; Irvin Mujcic, profugo di guerra che nel 1992 fu costretto ad abbandonare la sua terra per scampare alla pulizia etnica attuata nel territorio della Drina nella guerra tra Bosnia ed Erzegovina – oggi vive a Srebrenica; Pietro Del Re, giornalista che da un trentennio segue, come inviato per La Repubblica, i maggiori eventi internazionali.

Da quest’anno tra i partner dell’evento ci sono l’Università del Salento e il MEDFILM- Festival di Roma, rassegna internazionale italiana di pellicole dedicate al cinema mediterraneo.

 Il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi, ha così presentato questa edizione del Festival che si svolgerà nella sua città: “Il bacino del Mediterraneo, cui il festival ha sempre rivolto lo sguardo, ha oggi più che mai bisogno di attenzione e di forme di cooperazione per mantenere sempre aperto il dialogo fra i Paesi che vi si affacciano. In linea con la millenaria tradizione di Otranto, terra in cui si mescolano i tratti di popoli provenienti da tutto il Mediterraneo e che rappresenta da sempre un ponte fra Oriente e Occidente”.