Il tumore al seno nell’epoca del Covid

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La Pandemia Covid -19 ha determinato forti cambiamenti in tutti i settori della vita sociale e sanitaria, richiedendo di indirizzare una predominanza di risorse strutturali ed umane e molti sforzi organizzativi nella gestione dei pazienti affetti da SARS-CoV-2 , quasi in modo esclusivo , almeno fino all’estate del 2020 . L’emergenza COVID ha infatti dirottato l’attenzione sanitaria quasi su un unico obiettivo specie nel primo semestre 2020 . In tutte le regioni, si è verificato l’interruzione dei programmi di screening, un’estrema difficoltà a gestire i casi sospetti e riorganizzare i percorsi per i pazienti cronici, accanto al timore ad accostarsi agli ambienti ospedalieri per il rischio contagio, specie nell’epoca pre-vaccini ; queste criticità sono state comunque subito rilevate dalle società scientifiche e dall’ ONS,
Osservatorio Nazionale Screening. L’ONS ha infatti analizzato la situazione della prevenzione oncologica e degli screening in ogni Regione in diversi periodi temporali , complessivamente registrando una riduzione rispetto all’anno precedente di più di 900.000 inviti (-980.994) pari al 26,6% in tutto. Per lo screening mammografico è emerso
comunque una consistente diminuzione del -41,7% : nel 2020 , 750.000 circa di mammografie di screening in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, pari cioè ad una riduzione del 37,6%, con ampie oscillazioni fra le Regioni (dal – 9,1% in Umbria al -63,3% in Calabria, regione ancora orfana di uno screening mammografico organizzato).
Si è compreso che era importante ribaltare l’esito negativo di tale andamento sanitario ed offrire campagne di sensibilizzazione, ma specie garantire la possibilità della prevenzione, individuando dei percorsi sicuri, per poter diagnosticare la malattia in fase precoce e permettere migliori outcomes e aspettative di vita. L’emergenza sanitaria Covid ha fatto inoltre riaccendere i riflettori su una criticità annosa, ossia la scarsa integrazione
tra ospedale e servizi territoriali. Il ricorso alla rete oncologica si rivela salvavita, cioè un modello organizzativo (sancito con un’intesa Stato-Regioni 2011 e 2014), dallo approccio multidisciplinare e capacità di interazione tra centri ospedalieri e strutture territoriali secondo un percorso unico e condiviso che con un lavoro sinergico di squadra punta
contro la malattia. In questi dibattuti anfratti ( carenza o assenza screening mammografico e scarsa trasparenza del piano organizzativo Rete Oncologica) si inseriscono in punta di piedi le associazioni di volontariato , che tentano di colmare le carenze esistenti, come appunto oggi la Danza della Vita, che senza velleità manageriale ma con l’approccio tipico di chi è abituato a pensare al prossimo che vive un disagio, si è sforzata di creare una giornata di sensibilizzazione e di supporto alle donne bisognose di un controllo o anche di utili consigli in tema di Tumore al Seno con un modello di prevenzione gratuita, con un adeguato supporto psicologico o un programma nutrizionale sano, in uno spazio
garantito e accogliente. La Danza della Vita realizza così ,ancora una volta, un cerchio di solidarietà che racchiude un esempio di microcosmo clinico-psiconcologico-nutrizionale-volontariato dedicato alla Salute delle Donne , specchio della realtà multidisciplinare più complessa delle Breast Units . Oggi, soprattutto, si da voce alla disperata necessità di ripartenza anche in campo sanitario locale dopo il lockdown istituzionale obbligato, in quanto è indiscutibile che si sia emarginata la prevenzione senologica e il Tumore al Seno rappresenta spesso il problema non solo di una donna ma anche di un intero ambito familiare o sociale o di una comunità sanitaria, quando si arriva a dover trattare casi complessi o avanzati. Alle donne calabresi e in particolare alle donne reggine e della Piana , bisogna garantire le stesse chance di diagnosi e cure possibili in altre latitudini e quindi di sopravvivenza , secondo indici di qualità opportuni ed aggiornati, perché possano decidere come, dove e a quali costi curarsi e non essere obbligate ai viaggi della speranza!
Il cancro è una patologia tempo-dipendente e i risultati terapeutici dipendono dalla bontà delle risorse disponibili e dalla qualità dei circuiti sanitari attivati ed istituiti secondo programmatiche linee guida. Sensibilizzare le donne, ma soprattutto sensibilizzare gli organi istituzionali al miglioramento delle offerte e dei processi di cura anche in tema di prevenzione senologica nonostante le limitazioni del COVID: questo l’obiettivo di
questa giornata!

Dr.ssa FAVA MARIA GIOVANNA ASSOCIAZIONE LA DANZA DELLA VITA ONLUS