Due soli argomenti e zero idee programmatiche per la Calabria: è questo il bilancio provvisorio della propaganda di centrosinistra più occupato a fare la conta sui candidati altrui che a costruire soluzioni per la comunità.
Antonella Avellis
A leggere la campagna elettorale del centrosinistra per le suppletive di Reggio Calabria, viene spontanea una domanda:
ma oltre a parlare degli altri, quale sarebbe la proposta del campo largo per Reggio e per la Calabria?
Perché, fino a oggi, sembrano esserci soltanto due argomenti.
Il primo è Roscioli «di Roma» contro Benedetto «del territorio».
Lo hanno ripetuto in tutte le salse: il candidato del centrodestra sarebbe quello «calato da Roma», mentre il loro sarebbe il candidato espressione del territorio.
Peccato che proprio Francesco Cannizzaro abbia spiegato pubblicamente che Roscioli è una candidatura fortemente voluta dal gruppo dirigente calabrese di Forza Italia.
E Roscioli stesso, nella presentazione a Reggio, ha spiegato di avere accettato la proposta di Occhiuto e Cannizzaro per mettersi a disposizione del territorio.
E allora la domanda è semplice: da quando avere un rapporto diretto con Roma, con il Parlamento e con i livelli nazionali della politica sarebbe una colpa?
Soprattutto quando, contemporaneamente, si accusa il centrodestra di avere candidati «calati» in Calabria e poi si ricostruisce un campo largo nel quale i candidati provenienti dai livelli nazionali della politica negli anni sono stati numerosi, da Prodi, alla Bindi, da Vendola a Diliberto passando per Cafiero De Rhao e tanti altri.
𝗖𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮: 𝘇𝗲𝗿𝗼.
Il secondo argomento è diventato Giannetta.
Anche qui, però, la posizione del centrodestra è stata chiarita: dopo la scelta di Domenico Giannetta di candidarsi con Futuro Nazionale, il presidente Occhiuto ha dichiarato che Giannetta è fuori dalla maggioranza regionale e che il suo Governo non ha nulla a che spartire con chi sceglie Vannacci.
Quindi?
Roscioli è romano.
Giannetta è con Vannacci.
E dopo?
𝗡𝘂𝗹𝗹𝗮.
Perché, al netto degli attacchi al centrodestra, quali sono le proposte del centrosinistra?
Ed è qui che arriviamo alla sanità.
Oggi vediamo un candidato alle suppletive davanti all’ospedale di Siderno, con un sit-in e un sopralluogo per denunciare la situazione della Casa della Salute.
Benissimo.
Ma la memoria politica non può essere selettiva.
Dov’era la sinistra quando la sanità calabrese entrava nel tunnel del Piano di rientro?
Il Piano di rientro fu approvato nel 2009 dalla Giunta regionale guidata da Agazio Loiero e prevedeva una profonda riorganizzazione del sistema sanitario calabrese.
Le successive e conseguenziali politiche di riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera portarono alla chiusura o riconversione di numerose strutture.
E dov’era la politica che oggi viene a fare il sopralluogo a Siderno quando l’ASP di Reggio Calabria accumulava una situazione contabile talmente problematica da arrivare, sul finire del 2024, ad approvare nove bilanci arretrati, relativi addirittura agli anni dal 2013 al 2021?
Non stiamo parlando di una voce di corridoio: lo documenta oggi una specifica interrogazione depositata in Consiglio regionale. E quella stessa documentazione evidenzia che la ricostruzione contabile ha dovuto fare ricorso anche a dati extracontabili e che permanevano elementi di incertezza sui saldi.
Nove bilanci arretrati. Dal 2013 al 2021.
Ecco perché sarebbe interessante ascoltare, insieme alle denunce di oggi, anche qualche parola sulle responsabilità politiche e amministrative di ieri.
Perché la sanità calabrese non è nata questa mattina davanti all’ospedale di Siderno.
E soprattutto non può diventare semplicemente uno sfondo per una campagna elettorale.
I cittadini hanno bisogno di sapere:
• quale futuro si immagina per la Casa di Comunità;
• come si vuole rafforzare la sanità territoriale nella Locride;
• quali risorse si intendono utilizzare;
• quali sono i tempi e gli impegni concreti.
Queste sono le domande che interessano ai cittadini.
Non se Roscioli vive a Roma.
Non se Giannetta corre con Vannacci.
Questi sono argomenti da campagna elettorale costruita contro qualcuno.
Una campagna elettorale seria dovrebbe essere costruita per qualcosa.
E ad oggi, dopo settimane di polemiche, attacchi e sopralluoghi:
𝗱𝘂𝗲 𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶.
𝘇𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲.
E forse è proprio questo il vero problema della campagna del centrosinistra.

