Finalmente nella Locride è arrivato il Turismo di…Mazza

385

Non vedevamo l’ora di avere un’estate movimentata. Finalmente col primo fine settimana di agosto si sono riempiti gli alberghi, le case vacanze, i villaggi, i campeggi, le seconde e terze case e finanche i lungomari presentano lunghe teorie di camper e caravan (non sono la stessa cosa).

Non vedevamo l’ora che la musica nei lidi e nei locali fosse sparata a tutto volume per la gioia degli anziani e dei vacanzieri “normali”. Non vedevamo l’ora che i prezzi degli alimentari, e non solo, subissero un rialzo per risollevare le sorti dei bottegai piegati dalla pandemia e insoddisfatti dei ristori. Non vedevamo l’ora di fare file più lunghe ai supermercati per poter chiacchierare più a lungo con chi ci precede o ci segue, secondo la simpatia. Non vedevamo l’ora di notare come si gonfiano di rifiuti le piazzole di sosta sulla nuova e vecchia 106 (oggi E90).

Non ci sembra vero che le attese per l’apertura delle sbarre dei passaggi a livello siano diventate anche di 15 minuti e le auto con i motori accesi per mantenere il fresco degli abitacoli condizionati sparino emissioni nocive sui pochi pedoni o ciclisti in attesa, mentre le Ferrovie dello stato Italiane con efferato sadismo sollevano le sbarre anche dopo parecchi minuti che il treno è passato.

È bello passeggiare di primo mattino ed incontrare coloro che rientrano dalle serate di sballo (in senso di divertimento al cubo) dopo aver abbandonato bottiglie di vino, birra o superalcolici in ogni angolo anche più remoto nei dintorni dei locali. Naturalmente non vedevamo l’ora che le scorte di acqua imbottigliata in plastica che giacevano ormai da troppo tempo nei magazzini o sui piazzali di carico dei distributori venissero finalmente smaltite per far posto a scorte di più recente imbottigliamento.

La conseguenza è che finalmente vediamo sempre più galleggiare bottigliette vuote che il mare provvede a distribuire sulla battigia e che si vanno ad aggiungere a tutte quelle date ai bambini perché giocando le riempiano di sabbia o pietrisco e poi le lancino tra le onde per farle depositare sui fondali. Naturalmente i diving center che per volontariato ripuliscono i fondali non vedevano l’ora di un bottino così consistente, vorrei proporre un’avvertenza a questi volontari: non rimuovete i copertoni delle auto sui fondali perché sono le tane preferite dai polpi a noi modestamente i polpi piacciono.

Non vedevamo l’ora di ammirare i cavalieri che spavaldamente si esibiscono sulle spiagge lasciando una scia di ammirazione e di deiezioni equine che ben si adattano alla sabbia granitica ed alle altre amenità abbandonate sulle spiagge. Naturalmente queste moltitudini, oltre a mangiare e bere, fanno anche l’amore per cui nei luoghi più appartati ed anche sulle spiagge sono aumentati gli abbandoni delle confezioni di profilattici e, naturalmente, del relativo contenuto dopo l’utilizzo.

Dimenticavo, tutti coloro che non hanno abbandonato il cane prima di prendere l’autostrada lo portano a spasso per i bisogni fisiologici e si uniscono ai locali che non rimuovono le deiezioni o se lo fanno il sacchetto lo lanciano nella pineta oppure direttamente dietro il muro del lungomare.

Questo è il turismo che si è abbattuto sulla Locride con la pesantezza di un maglio, di una mazza appunto.

Ma soprattutto non vedevamo l’ora di avere le vie disseminate di guanti e mascherine abbandonate perché in vacanza non servono, ci si può abbracciare e baciare a volontà senza alcuna precauzione perché noi del Covid19 e delle varianti in essere ce ne freghiamo. Abbiamo la nostra variante quella del Turismo di Mazza.

Arturo Rocca