Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 1 Maggio.

Accadde che:

1886 (136 anni fa): inizia lo sciopero generale che porterà a ottenere le otto ore lavorative negli Stati Uniti. Questo evento viene oggi commemorato come Primo maggio, Festa dei lavoratori o Festa del lavoro nella maggior parte delle nazioni industrializzate. A Chicago, le manifestazioni proseguirono fino al 4, giornata che si concluse con un massacro al comizio di Haymarket square: in piazza esplose una bomba, la polizia intervenne sparando sulla folla. Il processo che ne seguì portò all’ingiusta condanna a morte di otto uomini, che passarono alla storia come i “Martiri di Chicago”. Pochi anni dopo, nel 1890, il primo maggio fu acquisita dal movimento operaio internazionale come data simbolica, di festa e di lotta dei lavoratori. La festa del primo maggio divenne ufficiale in Europa a partire dal 1889, quando venne ratificata a Parigi dalla Seconda Internazionale, organizzazione che aveva lo scopo di coordinare i sindacati, i partiti operai e socialisti europei.
In Italia la festa del 1° maggio fu introdotta solo due anni dopo.

1978 (44 anni fa): il giapponese Naomi Uemura, viaggiando in slitta, diventa la prima persona a raggiungere in solitaria il Polo Nord, accompagnato solo dai suoi Alaskan malamut. Nessuno, senza una squadra lo aveva mai fatto prima. Un’avventura memorabile, nonostante il clima rigido, dalle temperature impossibili non rinunciò a proseguire nel viaggio. Non si fermò nemmeno, quando fu attaccato da un orso polare che fece fuori le sue provviste, l’orso ebbe la peggio perchè Uemura gli sparò. Oppure, quando la banchiglia dove si trovava si staccò e rimase con slitta e cani in balia dell’isola di ghiaccio. Eppure, Uemura con un’incredibile forza d’animo andò avanti pensando, anche, a quanti credevano in lui. Naomi Uemura divenne alpinista grazie alla sua timidezza. Difatti cominciò a fare scalate, durante il college, convinto che avrebbe aiutato la sua autostima. In privato era un uomo dalla modestia spiccata e riservato seppur aperto verso gli altri. La sua vita di alpinista fu veramente molto avventurosa e raggiunse primati incredibili, tutti da solo. Non aveva ancora compiuto trent’anni che aveva già scalato in solitaria il Kilimangiaro, il Monte Bianco, il Cervino e l’ Aconcagua. E ancora in solitaria attraversò in zattera l’Amazzonia. Fece parte della prima spedizione giapponese, nel 1970 che scalò l’Everest. Nello stesso anno, in solitaria, affrontò il Monte Denali in Alaska, considerata la montagna più alta del Nord America. Forse, non si liberò mai della sua timidezza giovanile o forse stava talmente bene con se stesso che le sue imprese in solitaria non gli pesavano. Sicuramente la natura che esplorava era una grande compagna di viaggio.

Scomparso oggi:

1994 (28 anni fa): muore, all’ospedale Maggiore Carlo Alberto Pizzardi, di Bologna Ayrton Senna da Silva pilota automobilistico. Nato a San Paolo (Brasile), il 21 marzo 1960, Soprannominato Magic, è considerato uno dei più grandi e talentuosi piloti di tutti i tempi. Il padre, nella sua officina meccanica, gli costruisce un piccolo go-kart e Ayrton inizia a guidare già all’età di quattro anni. La sua più grande passione per tutto il periodo della giovinezza diventano proprio i go-kart. Ayrton fa il suo debutto in una gara ufficiale nel 1973 sulla pista di Interlagos: vittoria nella prima corsa. Il padre intuisce le potenzialità del ragazzo e lo affida a “Tche”, il miglior preparatore disponibile. A soli 17 anni vince il suo primo titolo internazionale. Il passo successivo, sulla scena internazionale, è la partecipazione al campionato del mondo del 1978 a Le Mans in Francia. Ayrton è più veloce dell’irlandese Terry Fullerton, pilota ufficiale DAP e campione del mondo nel 1973. Ayrton capisce che per diventare un pilota di F1 doveva lasciare il Brasile, la sua famiglia, i suoi amici, per trasferirsi nella patria dell’automobilismo: l’Inghilterra. La scelta sulla categoria cadde sulla Formula Ford. Ha solo 23 anni quando passa alla Formula 3. Il 1983 è il suo anno: nel campionato inglese stabilisce il record di dieci vittorie nelle prime dieci gare disputate, con nove pole position e restando al comando per 185 giri su 187 totali. Senna era il quattordicesimo pilota brasiliano a entrare a far parte del prestigioso mondo della F1. Il 1 maggio 1994  si corre ad Imola, nel GP di San Marino: tutto l’ambiente è già fortemente scosso dalla morte del pilota Roland Ratzenberger, avvenuta il giorno precedente durante le prove. Al settimo giro, per la probabile rottura del piantone dello sterzo, Ayrton Senna esce di pista alla curva del Tamburello: lo schianto della sua Williams contro il muretto a 300 chilometri orari è terribile. Il campione brasiliano viene subito soccorso e portato al vicino ospedale di Bologna in elicottero. Nonostante lo sforzo dei medici nel tentativo di salvarlo, Senna muore alle 18:30 per le gravi contusioni riportate alla nuca, all’età di 34 anni.