Il tempo dei ricordi

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Foto: croce rossa italiana

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 15 Giugno.

Accadde che:

1864 (158 anni fa): viene fondata la Croce Rossa Italiana, come “Comitato Milanese dell’Associazione Italiana per il soccorso dei feriti e malati di guerra”. Sin dalla sua nascita, la Croce Rossa è stata in prima linea in qualunque crisi, calamità, emergenza. In ogni momento storico, questo agire ha contribuito a diffondere quella rivoluzione culturale che Henry Dunant, padre fondatore del Movimento della Croce Rossa compì alla fine del XIX secolo e che gettò il seme di quello che oggi è considerato l’umanitarismo moderno. L’Associazione Italiana della Croce Rossa ha come obiettivi l’assistenza sanitaria e sociale alla popolazione sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. Rappresenta una forza di 120 milioni di volontari, animati dalla stessa vocazione e dalla stessa generosità. Esso costituisce la più straordinaria catena di solidarietà del mondo. L’idea della Croce Rossa inizia a prendere forma nella mente del suo fondatore quando, il 24 giugno 1859, egli si trova ad assistere alla sanguinosa Battaglia di Solferino, uno degli episodi più tragici della storia d’Indipendenza d’Italia. Dunant rimane sconvolto dal numero impressionante dei feriti e dei morti, ma soprattutto dal fatto che essi vengano abbandonati a loro stessi: più di 40.000 persone giacciono, infatti, sul campo di battaglia. Impotente di fronte a queste scene di dolore e di disperazione, Dunant cerca invano medici, chirurghi e infermieri che possano alleviare le sofferenze di tanti uomini. Cosciente, quindi, che l’unica cosa da fare è quella di ricorrere alla buona volontà degli abitanti del paese, Dunant stesso si improvvisa infermiere, raduna uomini e donne, procura acqua, brodo, biancheria e bende, ritorna sui campi di battaglia per raccogliere il maggior numero di feriti. Nonostante tutto è ben consapevole dell’insufficienza dei soccorsi in rapporto alle necessità. La CRI, oggi, è presente negli eventi catastrofici naturali o originati dall’uomo del nostro Paese o sulle scene internazionali, in applicazione del motto “Primi ad arrivare, ultimi a ripartire”.

1959 (63 anni fa): in Italia, viene approvato il primo Testo Unico del Codice della strada, composto da 147 articoli, più i 607 dell’annesso regolamento, ai quali ne sono stati poi aggiunti altri 607 appartenenti al regolamento annesso. Si tratta di un documento normativo che disciplina la circolazione su strada di: veicoli, pedoni ed animali. Esso è stato approvato in un particolare momento storico, ossia, quando si avvertiva forte l’esigenza di regolarizzare la circolazione stradale, data la notevole espansione della motorizzazione. Tra le nuove regole proposte nel Testo Unico, le più importanti imponevano maggior rispetto per i pedoni, da parte di tutti i conducenti di veicoli; venne posta una particolare attenzione, dal punto di vista prettamente semantico, alle parole scelte, infatti, fu eliminato il riferimento “dare precedenza” ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali, sostituito con l’imperativo “fermarsi”. Altra regola importante, faceva riferimento ai limiti di velocità, ma anche l’obbligo delle cinture di sicurezza sulle “minicar” (chiamate un tempo “city-car”).

Scomparso oggi:

2019 (3 anni fa): muore, a Roma, Franco Zeffirelli regista, sceneggiatore, scenografo e politico. Nato, a Firenze, il 12 febbraio 1923 debutta nel cinema, nel 1947, interpretando il ruolo di Filippo Garrone ne “L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa ed assistendo Visconti sul set de “La terra trema”. Il primo film da lui diretto è “Camping”, del 1958. Nel cinema restano famose le sue trasposizioni letterarie: dalla romantica vicenda di “Romeo e Giulietta” del 1968, a una sentita biografia del poverello d’Assisi, ossia il “San Francesco” del 1972, all’ “Amleto” del 1990. La sua opera è dominata da una vena romantica di accurata sensibilità sia per il particolare che per la definizione dei personaggi. Resta memorabile il suo Gesù di Nazareth del 1977, entrato nella storia del cinema per il ritratto particolarmente umano del Cristo, la cui eterea spiritualità pervade l’intera opera. Infine, nel campo dell’opera lirica non si possono dimenticare le storiche produzioni, a cominciare dalla “Traviata” con Maria Callas. Franco Zeffirelli, che era dichiaratamente omosessuale, dichiarò di non apprezzare il «movimento gay», in quanto per lui “l’omosessuale non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa”. Una delle sua frasi più belle è la seguente: “Il mondo è sempre stato salvato da chi guardava avanti.”