Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 18 Maggio.

Accadde che:

1804 (217 anni fa): Napoleone Bonaparte viene proclamato imperatore dei francesi dal Senato. L’incoronazione del nuovo sovrano, Napoleone I, si tenne il 2 dicembre 1804 nella cattedrale di Notre Dame alla presenza del papa Pio VII. Nonostante l’officio della messa, Napoleone non comunicò di non essere praticante e si incoronò lui stesso, come convenne col Papa e, dopo la sua auto-incoronazione, incoronò l’imperatrice Giuseppina di Beauharnais. Quando gli posero sul capo la corona disse le celebri parole Dio me l’ha data, guai a chi la tocca”. Questa scena è rappresentata nel quadro di Jacques-Louis David, Le Sacre de Napoléon”. Questo è stato solo l’inizio per Napoleone, nel 1805 arrivò  a Milano la nomina a Re d’Italia. È stato una delle figure storiche più “Leggendarie” della storia dell’umanità, un genio militare senza pari e un grande legislatore in un momento di trapasso da un’epoca storica a un’altra profondamente segnata dagli sconvolgimenti della Rivoluzione francese.  Nel primo anniversario della sua incoronazione a imperatore, batté ad Austerlitz le forze congiunte di Austria, Prussia e Russia diventando di fatto padrone dell’Europa continentale. Il suo impero terminò nell’aprile 1814 con la sua abdicazione e l’esilio sull’isola d’Elba.

1910 (111 anni fa): la Terra passa attraverso la coda della cometa di Halley. La cometa ritornò e la Terra ne attraversò la coda, lunga 25 milioni di km. Il suo arrivo fu particolarmente rilevante per molte ragioni: non solo fu la prima orbita della cometa ad essere fotografata, ma il suo passaggio fu relativamente ravvicinato alla Terra e creò vedute spettacolari. È la più famosa e brillante delle comete periodiche provenienti dal disco diffuso, le quali passano per le regioni interne del sistema solare ad intervalli di decine di anni, a differenza delle migliaia di anni delle comete provenienti dalla nube di Oort. È così chiamata in onore di Edmond Halley, che per primo ne predisse il ritorno al perielio. Uno dei primi riferimenti storici possibili è rintracciabile nel testo ebraico Talmud, qui un passaggio afferma che “Esiste una stella che appare una volta ogni settanta anni e rende confusa la volta celeste inducendo in errore i capitani delle navi.” Giovanni Pascoli  pubblicò sulla rivista Marzocco l’inno “Alla cometa di Halley.”

Nato oggi:

1939 (82 anni fa): nasce a Palermo Giovanni Falcone magistrato italiano, vittima di Cosa Nostra, insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Insieme a Paolo Borsellino, collega e amico d’infanzia fino alla morte, Falcone è una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale. Vinse il concorso ed entrò nella magistratura italiana nel 1964. Dopo l’omicidio del giudice Cesare Terranova, nel settembre del 1979, accettò l’offerta che da tanto tempo Rocco Chinnici gli proponeva e passò così all’Ufficio istruzione della sezione penale. Chinnici chiamò al suo fianco anche Paolo Borsellino e, insieme ad altri magistrati, nacque il progetto del pool antimafia. I magistrati erano affiatati, amici e con un sogno comune: restituire la città ai palermitani e la Sicilia ai siciliani onesti. Il pool doveva occuparsi dei processi di mafia, esclusivamente e a tempo pieno, col vantaggio sia di favorire la condivisione delle informazioni tra tutti i componenti e minimizzare così i rischi personali, sia per garantire in ogni momento una visione più ampia ed esaustiva possibile di tutte le componenti del fenomeno mafioso. Da questo lavoro, il 10 febbraio 1986 in un’aula bunker colma di circa 300 imputati, 200 avvocati difensori e 600 giornalisti da tutto il mondo, si aprì il maxi processo che durerà fino  al 30 gennaio 1992, con la conferma di tutte le condanne. Falcone venne assassinato in quella che comunemente è detta strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Alle ore 17:58 scoppiò una terribile esplosione. Giovanni Falcone viene trasportato presso l’ospedale civico di Palermo, ma morì tra le braccia di Borsellino, senza riprendere conoscenza, dopo un’ora e sette minuti dall’attentato.