Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 20 Maggio.

Accadde che:

325 (1696 anni fa): avviene il Primo Concilio di Nicea il primo ecumenico (cioè universale) della storia della Chiesa, convocato dall’imperatore Costantino, sotto il pontificato di Silvestro I, per ristabilire nella Chiesa e nell’impero di Roma la pace turbata dall’eresia di Ario (arianesimo). Vi parteciparono circa 300 vescovi, provenienti da tutte le province dell’Impero. Ario non negava la Trinità, ma  sosteneva che Gesù non era ingenerato ed eterno come il Padre, ma era stato generato, in un certo senso adottato dal Padre, quindi non identificabile con Dio stesso, negando la natura divina di Gesù. Il concilio si concluse con queste decisioni: il Figlio venne proclamato consustanziale (identico quanto alla sostanza e alla natura) a Dio Padre; pose fine allo scisma di Melezio vescovo di Licopoli; decise che la Pasqua fosse celebrata la prima domenica dopo il plenilunio, successivo all’equinozio di Primavera; individuò tre sedi episcopali maggiori: Roma, che esercitava la sua autorità sugli ecclesiastici dell’Occidente; Alessandria, preposta all’Egitto; Antiochia, sul resto dell’Oriente; emanò norme che disciplinarono la condotta dei chierici e stabilirono il principio del celibato ecclesiastico.

1927 (94 anni fa):  alle ore 7: 52 del mattino Charles Lindbergh decolla dal Roosevelt Field di Long Island (New York) per la prima trasvolata nell’Oceano Atlantico senza scalo. Arriverà a Le Bourget, Parigi, alle 22:22 del 21 maggio, dopo 33 ore e 30 minuti di volo in solitario, a bordo del suo monoplano leggero, battezzato Spirit of St. Louis. Dovendo ridurre al minimo i pesi a bordo dell’aeromobile, rinunciò alla radio ricetrasmittente per portarsi un thermos di caffè e, in quanto massone, la bandiera della sua Loggia, “Keystone Lodge N. 243”. Questa magica impresa, compiuta ancora agli albori dell’aviazione, lo consegnò direttamente alla leggenda e a prestigiosi riconoscimenti. Il presidente Calvin Coolidge gli concesse la Distinguished Flying Cross e lo nominò colonnello della riserva dell’aviazione degli Stati Uniti. Il governo francese gli concesse invece la Legion d’onore. Nello stesso anno,  venne eletto dal Time «Man of the Year». Benché appositamente progettato per un volo da New York a Parigi, costruito a San Diego, California e pilotato da un aviatore di Detroit, fu battezzato Spirit Of St. Louis in conseguenza dei finanziamenti provenienti da questa città. L’aereo, completato due mesi dopo la stipula del contratto, effettuò i primi voli di prova nei campi d’aviazione nelle vicinanze della fabbrica, per poi decollare, il 10 maggio 1927, per St. Louis. Gli ultimi giorni prima del decollo furono effettuati ulteriori voli di controllo e collaudo, attendendo che l’ufficio meteorologico desse il via libera. L’aereo originale è attualmente esposto nell’atrio principale del National Air and Space Museum di Washington, portato dallo stesso Lindbergh nel 1928. Pochi giorni prima dell’arrivo di Lindbergh, l’8 maggio, dallo stesso aeroporto di Le Bourget, erano decollati per un tentativo di trasvolata Parigi-New York due famosi aviatori francesi, Charles Nungesser e François Coli. Dei due, a bordo dell’Oiseau Blanc, un biplano monomotore Levasseur L 8, non si ebbero più notizie.

Nato oggi:

1818 (203 anni fa): nasce a Reggio Calabria Diego Vitrioli poeta e latinista. Studiò presso il Real Collegio della sua città, ed è stato allievo di Antonino Rognetta e di Gaetano Paturzo, che gli insegnarono l’arte dell’umorismo e dell’arguzia. È stato definito da Croce come “Il maggiore dei poeti latini” dell’Ottocento non solo del Mezzogiorno, ma di tutta l’Italia. L’opera che gli procurò grande fama è stato il poemetto “Xifias” scritto all’età di 25 anni, in cui vi è una descrizione vibrante della pesca del pescespada tra Scilla e Cariddi. Quest’opera gli valse il primo premio al “Certamen poeticum Hoeufftianum” e gli consentì di ottenere la medaglia d’oro ed i più alti riconoscimenti. Insegnò latino e greco nel Real collegio di cui era stato allievo, poi è stato nominato direttore della Civica Biblioteca (oggi Biblioteca Pietro De Nava), ciò gli consentì di concentrarsi sugli studi che aveva cominciato a coltivare con passione. Nel 1860 in seguito all’ingresso dei garibaldini a Reggio, Vitrioli venne esonerato dall’incarico di bibliotecario, perché ritenuto “Illiberale”, contestualmente ad un periodo in cui non era consentito conciliare l’essere cattolici e patrioti, perciò decise di ritirarsi silenzioso in casa per scrivere. È stato molto amico di Papa Leone XIII, che lo stimava grandemente e paragonato a Pascoli per le sue attitudini umanistiche. Altre sue opere che ha scritto sono: “Veglie Pompeiane”. Muore a Reggio Calabria il 20 maggio 1898. A Diego Vitrioli sono intitolate una scuola e una via della città di Reggio Calabria, inoltre a lui è dedicato un monumento, ricavato da una colonna originale d’epoca romana, che risiede sul Lungomare Falcomatà.