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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 23 Dicembre.

Accadde che:

1961 (62 anni fa): avviene il Disastro ferroviario della Fiumarella: un vagone ferroviario precipita da un viadotto sulla Ferrovia Cosenza-Catanzaro Lido, causando la morte di 71 passeggeri. L’età media delle vittime fu di 27 anni, trentasei di loro erano studenti e ben ventisette del paese di Decollatura. Secondo la ricostruzione e le perizie, il treno era composto da motrice e rimorchio e il deragliamento provocò la rottura del gancio di trazione con la motrice che si staccò dal convoglio e precipitò per 47 metri nel torrente sottostante, circa un’ora dopo la partenza dalla stazione di Soveria. L’incidente scatenò un acceso dibattito parlamentare che portò il Governo  a revocare la concessione alla Mediterranea Calabro Lucane, istituendo la gestione commissariale governativa delle Ferrovie Calabro Lucane. Il traffico ferroviario rimase interrotto per alcuni anni e sostituito tra Soveria Mannelli e Catanzaro da autoservizio. Venne, inoltre, avviata un’inchiesta ministeriale istituendo una commissione composta dagli ingegneri Gino Raffaelli, Vito Spagnolo e Nicola Augello, rispettivamente del servizio trazione e del servizio movimento del compartimento di Reggio Calabria delle Ferrovie dello Stato. L’inchiesta giudiziaria venne guidata dal Procuratore della Repubblica, Luigi Ammirati, che il 27 dicembre spiccò il mandato di cattura per il macchinista Ciro Miceli e per il capotreno Luigi Aristodemo con l’imputazione di disastro, omicidio plurimo e lesioni colpose. Le conclusioni a cui giunse la commissione di inchiesta furono che il deragliamento e la successiva rottura del gancio di trazione erano stati provocati dalla velocità eccessiva (63 km/h) rispetto ai 35 km/h consentiti a causa delle cattive condizioni dell’armamento nel tratto in questione. Il 2 aprile 1966 il tribunale di Catanzaro condannò a 10 anni di reclusione il macchinista, ritenuto colpevole per eccesso di velocità.

1978 (45 anni fa): l’aereo Alitalia 4128 partito da Fiumicino e diretto a Punta Raisi, precipita in mare a poche centinaia di metri dalla pista, davanti alla costa di Cinisi, proprio mentre era pronto all’atterraggio. A bordo c’erano 129 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Tutta colpa, probabilmente, di un’illusione ottica, ovvero di quello che in gergo viene chiamato black hole approach. Perché può raramente succedere che di notte, con particolari condizioni meteo le luci della pista si possano riflettere sulle nubi e in mare, dando l’impressione che la pista si possa trovare alcune centinaia di metri prima della sua posizione reale. Mare, cielo, buio diventano improvvisamente un tutt’uno in quella fredda notte di dicembre. Come riportano le ricostruzioni dell’epoca l’incidente viene subito attribuito a un errore dei piloti, che a torto pensavano di essere più vicini all’aeroporto di arrivo di quanto in realtà fossero. È risultata fatale per questo motivo la decisione di effettuare la discesa finale con troppo anticipo. I piloti proseguirono la manovra di discesa, ormai divenuta pericolosa, in quanto non si scorgevano le luci dell’aeroporto. Negli ultimi nove secondi del volo, però, l’aereo volò quasi allo stesso livello del mare, alla velocità di 150 nodi (280 km/h). Terrificante lo scontro con l’acqua con l’ala destra: l’aereo si spezza in più tronconi e affonda. La maggior parte delle vittime muore nell’impatto, alcuni perdono la vita per le temperature rigide dell’acqua marina. Le vittime sono 108, tra loro tutti i 5 membri dell’equipaggio, si salvano solo 21 superstiti.

Nato oggi:

1945 (78 anni fa): nasce, a Castiglion Fiorentino (Arezzo), Alberto Castagna conduttore televisivo e giornalista. Inizia la carriera giornalistica al “Piccolo” di Trieste e approda in televisione come giornalista nel 1981. A scoprire le potenzialità di intrattenitore di Castagna è Pippo Baudo, il quale nel 1988 gli affida i collegamenti esterni di “Serata d’onore”. Poi Castagna passa a “Mattina 2”, dando il via al sodalizio con Michele Guardì. Il suo nome diventa noto al grande pubblico del piccolo schermo nel 1992 con la trasmissione “I fatti vostri”. Sull’onda del successo, nel 1993, Alberto abbandona la Rai per passare a Canale 5, dove gli viene affidata la conduzione del quiz “Sarà vero?”, ancora nella fascia orario del mezzogiorno. Nel 1994 sposa la dermatologa Maria Concetta Romano. La coppia aveva avuto già una figlia, Carolina, nel 1992. Divorzia nel 1995 dopo aver incontrato l’attrice Francesca Rettondini, la quale sarà sua compagna per circa cinque anni. Sempre nel 1994 conduce su Canale 5 la trasmissione che resterà per sempre legata al suo nome e alla sua immagine, con lo zucchetto di lana e con il baffo ammiccante: “Stranamore”. Gravi difficoltà di salute e conseguenti operazione al cuore per problemi all’aorta, allontanano Castagna dal piccolo schermo. Riesce a superare, con successo, il momento difficile e torna alla conduzione di ”Stranamore” nel 2000. Muore, a Roma, il 1° marzo 2005, a causa di un’emorragia interna.

 

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