Ironside, centinaia di arresti. I clan in ginocchio con l’app talpa ANoM

635

L’8 Giugno la polizia federale australiana ha reso nota una maxi operazione contro la criminalità organizzata nel paese. Centinaia le persone finite in arresto, l’inchiesta è stata possibile grazie ad un nuovo sistema di intrusione informatica che ha permesso agli inquirenti di leggere le conversazioni in codice che i presunti criminali si scambiavano sui loro smartphone

Secondo quanto riportato dai media internazionali la polizia australiana è riuscita ad assestare un duro colpo ad un’importante rete criminale operante nel paese e in collegamento con cellule in Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. L’operazione è stata denominata Ironside in Australia e nel resto del mondo ha preso il nome in codice di Trojan Shield.

L’infiltrato speciale, l’app ANoM

Nessun Donnie Brasco che si è guadagnato la fiducia dei presunti malviventi per carpire informazioni, anche la lotta al crimine ha fatto un salto nel futuro. Le forze dell’ordine si sono infiltrate direttamente nelle conversazioni tra i delinquenti con un’applicazione chiamata ANoM, un sistema di comunicazione criptata che i criminali usavano per comunicare in codice ma che era sotto il controllo dell’FBI.

Questa storia richiama un caso molto simile in cui la polizia canadese riuscì a creare una finta attività per inserirsi nel riciclaggio di denaro delle famiglie che operavano in attività illegali nel paese. L’operazione è l’indagine Colosseo delle Giubbe Rosse che vide coinvolti i più alti livelli della famiglia Rizzuto, ci furono 90 arresti tra i quali risultarono anche alcuni dei doganieri e impiegati aeroportuali corrotti che vennero accusati di chiudere un occhio sui carichi di droga in transito con i voli che atterravano a Montreal.

Oltre 200 arresti grazie ad ANoM, come funziona l’app talpa

La nuova operazioni ha visto australiana ha reso noti i progetti di traffici di droga e armi tra l’Europa, le cellule attive in Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti delle organizzazioni. Gli arresti in questa indagine sono 224 solo sul territorio australiano.

La tecnica utilizzata per poter realizzare questa operazione è stata semplice: l’applicazione ANoM è stata installata sui telefoni cellulari questi poi sono stati venduti sui mercati neri, privi di ogni altra funzionalità. In questo modo i dispositivi erano in grado solo di comunicare ma non potevano espletare altri compiti.

I criminali hanno iniziato ad acquistarli e secondo le dichiarazioni degli stessi inquirenti: “I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta tra i criminali, che avevano fiducia nella legittimità dell’applicazione perché le principali figure della criminalità organizzata ne garantivano l’integrità”. Secondo quanto dichiarato dal capo della polizia australiana Reece Kershaw: “Fondamentalmente, si sono ammanettati l’un l’altro abbracciando e fidandosi di ANoM e comunicando apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando tutto il tempo”.