La Madonna di Polsi e le…strade che non portano a Dio

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La dura reprimenda del vescovo Oliva non è passata sotto silenzio e, ne siamo ben certi, sarà uno dei primi impegni che dovrà assumere la nuova giunta regionale.

 Secondo un affermato luogo comune “Tutte le strade portano a Roma”intendendo nel senso più stretto le arterie della comunicazione principale in Italia che conducono alla cosiddetta “Città Eterna”, capitale dello Stivale ed anche cuore pulsante della Cristianità a livello mondiale; ora, di almeno un quarto di quelle strade, fatte bene naturalmente, a quanto sembra ci si accontenterebbe qui, nella Locride, per avere una buona viabilità, possibilmente con meno sinistri e pure con qualche santino in meno, intendendo per essi quelli di cari congiunti passati a miglior vita proprio perché, su queste strade, hanno conosciuto il loro capolinea come abbiamo avuto modo di rilevare in un Nostro precedente intervento su questo Giornale.

Di santino in santo, senz’alcun dubbio si vorrebbe invece averne qualcuno in più a cui votarsi per potere usufruire, sempre in tema di viabilità, di vere e proprie arterie comunicanti niente poco di meno che con i santuari diocesani locridei, stando all’amara considerazione dei giorni scorsi di monsignor Francesco Oliva, vescovo della diocesi di Locri-Gerace, che in tal senso si è espresso nel mentre si consumavano i festeggiamenti in onore della Madonna della Montagna, altrimenti appellata “la Vergine di Polsi”, proprio perché assisa sul trono più alto del santuario in territorio del Comune di San Luca.

Il vescovo non ha usato tanti giri di parole sostenendo che “Qui i fedeli o non ci arrivano per niente, o se ci arrivano è sempre in situazioni di fortuna, correndo molti rischi visto il fondo di queste strade delle vere e proprie mulattiere, percorsi sterrati, che non consentono una serena praticabilità delle stesse”.E poi, continuando in questo suo, intenso, eloquio, l’Ordinario diocesano locrese ha aggiunto che “Si trovano i fondi per le località di villeggiatura in montagna e non si trovano quelli per un luogo di culto come Polsi? Perché i fedeli devono essere di serie B rispetto a tanti altri che sono trattati certamente in modo migliore?”.

Non c’è che dire, monsignor Oliva non c’ha per niente girato intorno, peraltro qualche settimana più tardi la felice risoluzione del problema per quanto riguarda un altro santuario diocesano molto frequentato dai fedeli della regione ed anche da fuori regione: il santuario della Madonna dello Scoglio, in altri termini appellata la “Lourdes” italiana: orbene, in tal caso si è arrivati, con un’azienda di autolinee regionale, a stabilire un programma per il trasporto di fedeli proprio a Santa Domenica di Placanica, sollevando i fedeli di tante problematiche relative al trasferimento al santuario, rimanendo comunque delle forti criticità, anche in tal caso per ciò che concerne le strade.

E potremmo continuare con l’eremo di Monte Stella, in quel di Pazzano, dove non si ride proprio a crepapelle per le condizioni in cui versano le arterie in questione, volendo dire che, purtroppo, tra le altre problematiche, molto urgenti, nella Locride c’è anche questa: una problematica che sarà senz’altro portata sul tavolo del futuro governo regionale per ovviare ad una situazione che, col passare del tempo potrebbe incancrenirsi ancora di più scoraggiando soprattutto i fedeli.

Perché, purtroppo, quest’altra non ci voleva, e cioè che le…strade non portano più a Dio. Almeno Lui abbia pietà di noi!