Atto_Costitutivo_CIP (2)Protezione civile Caulonia-1Ho letto alcuni documenti e devo dire che sono rimasto profondamente colpito. Per questo ho deciso di analizzarli e di renderli pubblici, perché ritengo che possano rappresentare un monito e, soprattutto, aprire una riflessione sul modo in cui oggi viene concepita la politica. Sempre più spesso si ha la sensazione che chi fa politica abbia perso il rapporto con il popolo, con le persone e con i problemi reali delle comunità. Al contrario, sembra prevalere la ricerca dell’ambizione personale e, in alcuni casi, anche di un possibile interesse economico.
È una deriva che, a mio avviso, dura ormai da anni e che appare particolarmente evidente nelle nuove generazioni della politica locale. Assistiamo talvolta alla corsa verso incarichi importanti senza un adeguato bagaglio culturale, senza esperienza e, in alcuni casi, persino senza le necessarie capacità linguistiche e comunicative per svolgere con consapevolezza il ruolo di consigliere comunale o di assessore, anche in un piccolo Comune. Il problema, però, non è certamente l’età. Il problema è quando il consenso elettorale diventa una questione di rapporti personali: una larga parentela, una rete di amici e sostenitori, un gruppo capace di garantire i voti necessari per raggiungere l’obiettivo. E quell’obiettivo, qualche volta, sembra essere semplicemente quello di ottenere un incarico e il relativo compenso.
È un futuro della politica che, sinceramente, non avrei mai immaginato di dover raccontare. In questi giorni mi è stato riferito, per esempio, che a Siderno ci sarebbe chi starebbe lavorando alla costruzione di una lista elettorale con l’obiettivo di favorire l’ingresso del proprio figlio in un ruolo amministrativo. Mi sono state inoltre riferite altre situazioni nelle quali, secondo quanto raccontato, determinati accordi personali porterebbero a dover tenere in considerazione questa o quella persona perché «deve lavorare».
Sono fatti e racconti che, naturalmente, devono essere verificati. Ma anche quando si parla di politica e di amministrazione pubblica, non possiamo far finta che questi fenomeni non esistano. Fin qui, potremmo dire, siamo davanti a uno stile di fare politica discutibile e, in alcuni casi, persino scellerato, ma che purtroppo rischia di essere considerato quasi normale. Il punto è che, negli ultimi giorni, abbiamo pubblicato notizie e documenti che, a mio giudizio, vanno ben oltre questa soglia.
E ciò che mi colpisce maggiormente è il silenzio che è seguito a quelle pubblicazioni. Nessuna risposta. Nessuna spiegazione. Nessun intervento pubblico.
E allora ci siamo detti: basta. Qualcuno dovrà pur rispondere.
Per questo pubblichiamo oggi la lettera e il comunicato stampa sottoscritti dai consiglieri comunali di Caulonia, nei quali vengono sollevate contestazioniriguardanti l’operato di un assessore e, in particolare, la gestione di alcune deleghe e i rapporti con un’associazione alla quale, secondo quanto riportato nei documenti, la stessa sarebbe collegata. Non spetta a noi stabilire se le accuse siano fondate. Spetta agli organi competenti verificare fatti, documenti e responsabilità. Ma quando vengono messi nero su bianco numeri, atti, determine e documenti amministrativi, credo che il minimo che la politica debba fare sia dare delle risposte.
Non stiamo dicendo che ci sia necessariamente qualcosa di illecito. Stiamo ponendo una domanda: è tutto regolare? Le procedure sono state trasparenti? È possibile verificare ogni passaggio?
Sono domande legittime, soprattutto quando si parla di pubblica amministrazione e di denaro pubblico. E proprio per questo, da oggi, vogliamo iniziare una nuova battaglia: una battaglia per la legalità vera, per la trasparenza e per la civiltà politica.
Non una battaglia contro qualcuno, ma una battaglia affinché chi ricopre incarichi pubblici sappia che ogni atto può e deve essere sottoposto al controllo dei cittadini. Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera e il comunicato stampa dei consiglieri comunali di Caulonia. Metteremo inoltre a disposizione i documenti citati attraverso un QR code, affinché chiunque possa consultarli personalmente e farsi una propria opinione. Perché i documenti parlano attraverso numeri, date, atti e carte ufficiali. E davanti ai documenti, prima ancora delle polemiche, servono risposte.
Ad oggi, su alcune delle questioni che abbiamo sollevato, quelle risposte non sono ancora arrivate. Noi continueremo a fare il nostro lavoro, senza paura di censure e senza guardare in faccia nessuno. Se ci sono errori, vengano contestati. Se ci sono inesattezze, vengano smentite con i documenti. Se invece tutto è regolare, lo si dimostri pubblicamente.
È questa, a nostro avviso, la vera essenza della democrazia: chi amministra deve rispondere ai cittadini. La vicenda che pubblichiamo oggi riguarda l’assessore del Comune di Caulonia, Antonella Ierace, e le contestazioni contenute nella documentazione che accompagna questo articolo.
Saranno i fatti, gli atti e gli eventuali chiarimenti degli interessati a permettere ai cittadini di comprendere fino in fondo ciò che è accaduto.
I Comunicati
Comunicato 8.07.26
Ieri abbiamo depositato una mozione di censura nei confronti dell’assessore Antonella Ierace. Non un attacco personale, come qualcuno si affretterà a dire, ma un atto istituzionale fondato su documenti, tutti allegati e consultabili da chiunque.
I fatti sono presto detti. Per quattro anni l’assessore Ierace ha tenuto insieme le deleghe alla Protezione Civile, alle Associazioni, alle Politiche Sociali e perfino al Bilancio, mentre sedeva ai vertici dell’associazione che da questo Comune ha ricevuto, tra somme liquidate, somme impegnate e benefici in natura, oltre centomila euro. Quattordici affidamenti in settori che nulla hanno a che vedere con la protezione civile, dai traslochi alle sanificazioni fino al trasporto sociale destinato alle persone più fragili. Sempre la stessa associazione, sempre senza che l’assessore si sia mai astenuta.
Un modo di intendere la politica che ricorda più la gestione di un feudo che l’amministrazione di un Comune.
C’è un fatto che da solo basterebbe, e che dovrebbe indignare ogni cittadino a prescindere da tutto il resto. Nei giorni scorsi l’assessore Ierace ha dichiarato pubblicamente di essere in “aspettativa” dai ruoli direttivi fin dal luglio 2022 e di essersi dimessa da ogni carica a marzo di quest’anno, sfidandoci a portare le prove e concludendo che è “tutto pubblico, tutto documentato, tutto verificabile”.
Abbiamo verificato.
Il registro nazionale del Terzo Settore, pubblico e consultabile da chiunque, dice che è stata nominata Vice Presidente dell’associazione il 1° maggio 2023, dieci mesi dopo la presunta aspettativa. E nell’aprile 2025, in un atto depositato in un procedimento di questo stesso Comune, è stata lei stessa a dichiararsi, con la propria firma, componente del Direttivo di quella associazione. Le prove che ci chiedeva sono queste, e le abbiamo allegate alla mozione.
Un amministratore che mente pubblicamente ai propri cittadini non può continuare a rappresentarli. Lo impone il rispetto delle istituzioni. Per questo chiediamo all’assessore Ierace un passo indietro e, in mancanza, chiediamo al Sindaco Cagliuso, che finora ha fatto scudo parlando di fango e tattiche elettorali, di revocarle le deleghe.
Il silenzio, davanti a carte così chiare, sarebbe una risposta anche quella.
E i cittadini saprebbero come leggerla.
COMUNICATO 31.07.2026
Nel consiglio comunale di ieri mattina abbiamo chiesto le dimissioni da assessore ad Antonella Ierace, delegata al Bilancio e ai Tributi, alla Protezione Civile, alle Politiche Sociali, alle Associazioni, alla Sicurezza Pubblica e a molto altro.
E invece di presentare le dimissioni da assessore, dopo quattro anni di cattiva amministrazione, di silenzi, di spallate e di “dovete vergognarvi per quello che dite”, l’assessore Antonella Ierace ha finalmente restituito al sindaco la delega alla Protezione Civile.
E Cagliuso, senza perdere tempo, l’ha subito accettata.
Che cos’è questa se non la prova provata che avevamo pienamente ragione?
Il conflitto d’interessi c’era, palese e reiterato per quattro anni e, udite udite, c’è ancora.
La rinuncia di ieri alla sola delega alla Protezione Civile, dopo aver mentito ai cauloniesi e al Consiglio comunale, non cancella quattro anni di incompatibilità patente e manifesta.
Non cancella l’ombra che grava ancora più di prima sulle Politiche Sociali e sulle Associazioni. Non cancella la scelta della maggioranza di fare scudo in consiglio comunale pur di non ammettere esplicitamente tutta la verità.
Le carte sono a disposizione di chi le volesse leggere, anche dei consiglieri di maggioranza.
Chi pensa di averci dato il contentino con questa “ritirata strategica” ha fatto male i conti.
Come consiglieri di opposizione abbiamo il compito di restituire trasparenza a Caulonia, e la discussione su questo argomento non finisce qui

