Ma il treno dei desideri…

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L’Arlecchino è quello che forse più di tutti rappresenta questo anelito forte e luminoso che Ferrovie dello Stato custodisce come un tesoro multicolor le cui carrozze presentano interni ognuno di un colore diverso, gli ambienti eleganti e funzionali, dai comodi sedili in morbido velluto di differente colore, verde, azzurro, rosso. Le tendine eleganti e la musica filo diffusa fanno sentire qualunque viaggiatore, una grande star, immersa nel lusso della sua quotidianità. L’evento, invece, è stato di quelli straordinari, denominato “Tempo binario, la musica che arriva ovunque”, nato dall’unione di idee in cui la bellezza del viaggio si è unita al concerto di musica classica.

 Nei nostri pensieri all’incontrario è andato. A ritroso nel tempo. È lui, lo stesso che nel 1960 iniziò le prime corse, per gente alto borghese, personaggi del cinema, dello sport nella nostra Italia del Dopoguerra. Parliamo de “L’Arlecchino”, un magnifico treno che Fondazione FS Italiane, Ferrovie dello Stato, ha reinventato, rimesso su rotaie, per realizzare un progetto di riqualificazione dei mezzi storici che hanno scandito le tappe fondamentali della ferrovia in Italia. In questo mese di luglio, varie stazioni italiane tra cui Lamezia Terme Centrale, hanno rivissuto epoche passate, ma mai dimenticate, come i mitici Anni ’60 che anche attraverso i treni, hanno espresso l’entusiasmo e la gioia della rinascita, della crescita economica, dopo la miseria che la Guerra aveva lasciato ovunque. La voglia di sorridere e colorare la vita, dopo il grigio delle bombe e della cenere sopravvissuta, veniva espressa anche sui mezzi di trasporto, le auto, i treni, i mezzi a due ruote come la Vespa. L’Arlecchino è quello che forse più di tutti rappresenta questo anelito forte e luminoso che Ferrovie dello Stato custodisce come un tesoro multicolor le cui carrozze presentano interni ognuno di un colore diverso, gli ambienti eleganti e funzionali, dai comodi sedili in morbido velluto di differente colore, verde, azzurro, rosso. Le tendine eleganti e la musica filo diffusa fanno sentire qualunque viaggiatore, una grande star, immersa nel lusso della sua quotidianità. L’evento, invece, è stato di quelli straordinari, denominato “Tempo binario, la musica che arriva ovunque”, nato dall’unione di idee in cui la bellezza del viaggio si è unita al concerto di musica classica, promosso dall’Accademia Nazionale di Musica Classica Santa Cecilia di Roma, un progetto geniale per portare la musica in mezzo alla gente e, dove se non nei luoghi affollati come le stazioni, si poteva realizzare questo sogno itinerante? Da Reggio Calabria a Lamezia e poi via a Salerno, le nostre tappe sono state queste, in un percorso diremmo surreale, quasi certi di vivere un salto nel tempo, di scorgere seduta in incognita coi suoi occhialoni neri, Jackie Kennedy o Cary Grant, Anita Ekberg, qualche campione non ancora divo dello sport degli Anni ’60, i politici con le loro 24 ore, verso chissà quali riunioni, prelati influenti diretti alle loro missioni. Noi accomodati della meravigliosa “veranda panoramica “, situata in testa e in coda al convoglio, abbiamo viaggiato dall’ottica del macchinista, divorando km di strada ferrata, attraversando territori, costiere, città, nell’ampia cabina salotto dalle sedute in pelle, le pareti vetrate e le tende mantovana come quelle di un elegante bistrot. C’eravamo noi in questo caldo luglio, gente del 2022 che ha sete di storia, di immersioni nel passato, dentro l’ingegno e le passioni di uomini del tempo che più di noi hanno avuto il senso genuino dell’entusiasmo e della modernità, la voglia di crescere e sperimentare, per migliorare la qualità della vita loro e di chi sarebbe arrivato dopo. In questo evento straordinario, l’Associazione Ferrovie in Calabria, guidata da Roberto Galati, ha organizzato le “visite guidate”, alla stazione di Lamezia Terme, tra la gente normale che partiva e la folla di quelli arrivati per vedere L’Arlecchino, salire e visitare le bellissime carrozze, ascoltare racconti e aneddoti che hanno caratterizzato la vita splendida di questo mezzo speciale, mentre a terra, scesi in grande spolvero, eleganti e leggiadri, i musicisti di archi e fiati, hanno suonato pezzi rinomati della musica classica, tra voci, corse, annunci, bagagli, arrivi e partenze. Il Presidente e fondatore di Ferrovie in Calabria, Roberto Galati, ha così descritto il Treno Arlecchino e le iniziative ferroviarie a cui la sua, associazione partecipa: “Tra le geometrie essenziali dei convogli contemporanei, veloci e sbrigativi, hanno regnato seppur per un’ora soltanto, l’imponenza e le curve virtuose di un’epoca che non ritorna. Ma il treno si, perché il nostro intento è quello di valorizzare il trasporto su rotaia e ogni iniziativa è fondamentale per valorizzare un mezzo, il treno, che per le sue caratteristiche, non solo è affascinante ma molto più ecologico del mezzo su gomma. Esso percorre l’Italia in lungo e in largo, portando genti e merci, verso le più differenti destinazioni. Siamo convinti che ci sarà un ritorno più massiccio dell’uso del treno in quanto sicuro, comodo, moderno e oggi tecnologico. C’è ancora molta, strada da fare, molte cose da migliorare, sia nella funzionalità che nella gestione, nella puntualità degli orari e nella frequenza delle corse. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria, siamo molto impegnati anche nella valorizzazione dei treni storici, come Il Treno della Sila, la vecchia locomotiva a vapore e le sue carrozze di inizio ‘900 che porta ogni domenica tanti turisti da ogni parte della nostra regione e d’Italia, nel cuore della Sila, promuovendo cultura, storia, ambiente e gastronomia. Sulla costa abbiamo inventato “Il Treno della Magna Graecia” che visita i paesi della Costa Ionica, tra storia, archeologia e vita del mare. Il treno ha cambiato la vita dei nostri antenati, noi ci impegniamo a renderla più comoda e divertente”.

Vittoria Camobreco