“Mi ndi futtu i tia!”, un paese senza regole non può stupirsi per qualche fuoco

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Mi è rimasta in testa una frase che mi ha gridato un ragazzino, mentre passava dritto sulle strisce pedonali, “Mi ndi futtu i tia!”. Questa frase, per me, diventa un simbolo di quello che è la situazione dell’ordine pubblico. Penso che gli attentati, di questi giorni, nascano in questo ambiente, dove oltre alla ‘ndrangheta negli anni si è diffusa molto la mentalità mafiosa.

Questo è un periodo veramente difficile per Siderno. Subito dopo le elezioni che hanno riportato la democrazia, dopo tre anni di commissariamento e tante sofferenze, quando si pensava che si potesse ricominciare a costruire un nuovo futuro per questa cittadina, sono iniziati gli atti di violenza.

Ad un tratto, Siderno, scopre questo strano fenomeno degli incendi.

A giudizio di chi scrive, che spesso è stato presente, questa situazione va posta almeno su due livelli per renderla più comprensibile. Per cui possiamo parlare di un livello basso legato a una serie di piccoli fuochi, riportati da noi in cronaca, che sembrano riconducibili alla stessa persona conosciuta dalle forze dell’ordine, che anche noi abbiamo chiaramente individuato, mossa da problemi di alcolismo.

Mentre c’è un livello alto che, invece, ha colpito in questi stessi giorni alcuni obiettivi importanti: primo, hanno dato fuoco alle auto di un neo consigliere comunale di centro destra, Mimmo Catalano, la sera del 4 novembre, in pieno centro a Siderno danneggiando, in modo serio, almeno una delle due auto. Secondo, ieri mattina, quando sconosciuti si sono introdotti nel retro dello stadio comunale e hanno messo fuoco a due auto di proprietà dell’amministrazione comunale, una Alfa Romeo 156 nera, ed una Fiat Punto. I due mezzi risultavano completamente bruciati all’arrivo dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco intervenuti sul posto.

Questi i fatti. Ora cerchiamo di analizzare cosa sta succedendo, anche perché ieri c’è stata una riunione dei sindaci con il prefetto di Reggio Calabria e anche la ministra Lamorgese si sta interessando del caso.

Cerchiamo, subito, di capire da dove vengono questi attacchi?

Chiariamo, in modo serio, se il tipo di attentati possa rientrare in una classificazione di attentati di mafia, oppure di delinquenza che a queste latitudini significa molto.

Intanto, se esaminiamo bene i due attentati vediamo che chi li ha compiuti non ha adoperato uno schema strategico ma, almeno a noi sembra, casuale. Cioè ha colpito la prima volta in centro, angolo di via Firenze a pochi passi dal comune con la possibilità di essere visto, in modo approssimativo e rudimentale con due diavoline messe sui copertoni delle auto, di cui una si è spenta senza incendiare tutta l’auto e poi si è dileguato. Il secondo attentato si è svolto alle prime luci dell’alba, in una zona abitata passando, per forza di cose, in mezzo alle proprietà di alcune famiglie che risiedono, saltando dentro lo stadio comunale dove vive il custode. Azzardato. Inoltre, ha dato fuoco a due auto poco usate, mentre vicino c’erano i pullmini delle scuole, molto più preziosi.

Sono ancora colpito da questi episodi, per questo cerco di inserire tutti gli elementi possibili, per cercare di capire qualcosa. Non mi sembra che il modo operativo possa far pensare alla ‘Ndrangheta, piuttosto lo classificherei come piccola criminalità.

Infine, rispetto agli attentati spero che le forze dell’ordine stiano seguendo qualche pista, perché questo era un territorio che una volta aveva uomini che dirigevano le forze dell’ordine che si chiamavano Di Palma o Gualtieri, mentre negli ultimi anni non ricordiamo nemmeno i cognomi. Insomma, mi sembra impossibile che una persona vada in giro indisturbata con tutte le divise che circolano.

Ma non è solo questo. Siderno e i paesi vicini stanno vivendo una strana situazione molto simile a quella dei grossi centri dove bande di ragazzini si sentono attraverso i social organizzando delle vere risse, ultima pochi giorni fa durante una festa vicino Locri e successivamente sul lungomare di Siderno. Questo lo sappiamo noi, possibile che non lo sappiano le forze dell’ordine? E se come penso lo sanno, cosa stanno facendo per contrastare questo fenomeno?

Ma c’è dell’altro, a mio modo di vedere. Tocco un tasto che, forse, dovrebbe più di tutti far riflettere i sidernesi. Questo paese si è trascinato negli anni in una situazione sempre più difficile, trasformandolo definitivamente in peggio. Oggi a Siderno non esistono regole rispettate, la mancanza di civiltà ha raggiunto limiti estremi. Questo è un paese che non conosce più quali siano i comportamenti onesti e il civile convivere. Se esci trovi le auto parcheggiate dovunque, se vai in un posto pubblico molti cercano di non rispettare le file. Questa estate ho incontrato un mio amico che si è trasferito al Nord, che mi faceva notare come per chi vive in dei posti diversi, salti subito agli occhi questa inciviltà e questa mancanza di regole. E mi è rimasta in testa una frase che mi ha gridato un ragazzino, mentre passava dritto sulle strisce pedonali, “Mi ndi futtu i tia!”. Questa frase, per me, diventa un simbolo di quello che è la situazione dell’ordine pubblico.

Penso che gli attentati, di questi giorni, nascano in questo ambiente, dove oltre alla ‘ndrangheta negli anni si è diffusa molto la mentalità mafiosa e anche se, forse, come esaminavamo in alcune intercettazioni, le riunioni le fanno a Toronto e gli investimenti al Nord, la mentalità mafiosa sono riusciti a diffonderla in modo notevole nei nostri territori.

Forse, da qui, bisogna ricominciare.