Premio per la cooperativa del maiale nero d’Aspromonte a Verona

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L’occasione sarà la fiera agricola  internazionale di Verona, il 2 marzo durante il convegno: “Produzioni agricole alternative e sostenibili”. La motivazione del premio: “Salvare e valorizzare una razza a rischio di estinzione avviando la produzione di salumi di suino nero, garantendo opportunità di reddito agli allevatori del territorio”.

Il 2 marzo in occasione della fiera agricola  internazionale di Verona la  cooperativa del maiale nero d’Aspromonte  verra’ premiata : “quale miglior progetto zootecnico in Italia capace di garantire opportunita’ di reddito agli allevatori e sostenibilita’ nell’allevamento”. Per il Presidente Francesco Macrì e per tutto il Consiglio di Amministrazione della cooperativa il premio  rappresenta una di quelle belle notizie che fanno bene al cuore e soprattutto danno stimoli importanti per continuare la strada percorsa,  sempre più convinti che la valorizzazione del territorio con tutte le sue peculiarità, rappresenti la risorsa e la strategia più efficace in grado di coniugare la gestione attiva e sostenibile del territorio, con la necessità di garantire dei benefici economici per le persone coinvolte. Il progetto del Maiale nero d’Aspromonte nasce dall’idea di una cooperativa stimolata e seguita dal Vescovo Giancarlo Bregantini all’epoca della sua permanenza nella Locride, quando diede vita al progetto “Potamos”, che prevedeva inoltre l’inserimento sociale di ex detenuti. Il progetto si è avviato con la ricerca di esemplari di maiale nero delle montagne dell’Aspromonte, in particolare alle falde di “Pietra Cappa”, si è successivamente concentrato nel miglioramento della specie, insieme al CREA di Roma, cercando gli esemplari più puri per la riproduzione. Dopo un periodo di stallo si è deciso di rafforzare l’interesse verso l’allevamento del maiale nero d’Aspromonte ed alla valorizzazione dei salumi che presentano caratteristiche e sapori unici, ed attraverso la collaborazione tra il GAL Kroton e il GAL Terre Locridee con l’ausilio dell’APZ  e del grande lavoro svolto  da Attilio Cordì oggi coordinatore della Cooperativa  si è deciso di dare vita ad una filiera del maiale nero d’Aspromonte. Si è creato un modello da portare come esempio che è stato capace di unire gli allevatori di due splendidi territori calabresi, Crotone e Locride, che hanno dato vita ad un progetto imprenditoriale ritenuto valido e di grande funzione sociale, economicamente sostenibile, in grado di tutelare il territorio, la biodiversità, che guardi attentamente al benessere animale alla salute degli uomini, alla salvaguardia del prodotto tradizionale, ma aperto alla ricerca e all’innovazione.