Roberto Occhiuto: La mia Calabria

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Roberto Occhiuto: “Penso che la Calabria sia una regione governabile checchè ne dicano tanti, i quali mi sconsigliavano e parlavano di regione senza futuro. Mi piacerebbe passare alla storia come colui che è riuscito a dimostrare, che la Calabra non è una terra senza futuro, ma è una terra bellissima, di grandi potenzialità.”

Al Hotel di Feroleto-Lamezia martedì 22 giugno è il giorno dell’incoronazione di Roberto Occhiuto a candidato del centro-destra: in presenza vengono a sostenerlo Antonio Tajani e Lucia Ronzulli di Forza Italia e Matteo Salvini, che ha proposto ed ottenuto la vice presidenza a Nino Spirlì, per la Lega, Antonio De Poli delegato da Lorenzo Cesa per l’Udc e, in collegamento video e telefonico Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e il Presidente Silvio Berlusconi. A fine conferenza stampa ci appartiamo con Roberto Occhiuto, per la programmata intervista a “Riviera”.

Stop and go, stop and go, poi, finalmente, la fumata bianca: hai mai temuto, in questi mesi e sia pure per un solo istante, di non arrivare al traguardo odierno?

Ma no, no, perché ormai da mesi questa ipotesi era consolidata. È chiaro che scegliere il candidato alla Presidenza della Regione vuole sempre i suoi tempi, le sue dinamiche. Non ricordo di altre circostanze in passato nelle quali il Presidente della Regione sia stato scelto così con largo anticipo. Ogni volta si è detto che c’erano altri che si preparavano a candidarsi al posto suo, ma solo chi partecipa ai vertici nazionali ha contezza di come stiano davvero le cose.

Anche Berlusconi e lo ha confermato nel suo intervento, la domanda te l’ha posta: sei davvero convinto della scelta? Lasciare la comoda poltrona di Presidente del gruppo dei Deputati di Forza Italia per una sfida così delicata e in una regione dai problemi enormi?

È una sfida gigantesca, che è la più importante della mia vita. Se avessi dovuto scegliere guardando alla serenità della mia vita certo avrei scelto di continuare a fare il capogruppo, di mantenere una posizione di prestigio e all’apice del centro destra italiano, in un ruolo dalle grandi soddisfazioni, che mi dà la possibilità di interloquire con ministri, gradi aziende di Stato… E, invece, ho deciso di restituire alla Calabria ciò che la Calabria mi ha dato in questi anni. Ho avuto l’onore di rappresentare la Calabria nelle istituzioni a più livelli. Penso che la Calabria sia una regione governabile checchè ne dicano tanti, i quali mi sconsigliavano e parlavano di regione senza futuro. Io credo che invece abbia grandi risorse, grandi potenzialità. Ha solo bisogno di un governo che non si occupi della gestione spicciola, ma si occupi del governo delle grandi questioni. Io non ho mai avuto interesse per la gestione spicciola, Spirlì candidato alla vice presidenza sa che in quest’anno io mai l’ho disturbato per questa o quella nomina. Penso che la politica debba fare altro. Si deve occupare del governo della sanità, del governo del territorio, del governo dei servizi pubblici essenziali, del governo dello sviluppo. E in Calabria ci sono tante risorse che possono essere risorse economiche e sociali di sviluppo, penso ai giacimenti culturali di cui dispone. Una delle prime cose che il governo regionale dovrebbe fare è quello di stipulare una convenzione con Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) per aprire i cantieri lungo tutti i giacimenti architettonici che abbiamo. Ci sarebbero degli interventi immediatamente cantierabili capaci di produrre sviluppo. L’impegno è anche quello di lavorare sulla reputazione della Calabria. Dimostrare al Paese che c’è una Calabria, che il Paese non si aspetta, con grandi problemi, la ‘ndrangheta che va respinta e combattuta con forza, ma anche con grandi potenzialità…

A proposito del ticket introdotto per la prima volta in questa competizione elettorale calabrese. È una novità politica assoluta e inedita. Un alto dirigente del tuo partito – l’ex Presidente del consiglio Mimmo Tallini, coordinatore di Forza Italia in provincia di Catanzaro, sostiene che Nino Spirlì dovrebbe candidarsi nelle tre circoscrizioni e legittimare così col voto popolare l’indicazione di affiancarlo a te nella guida della Regione. Tu che ne pensi?

Mah, che dire? Ogni partito fa le sue valutazioni. Il centro destra dovunque in questa tornata elettorale ha fatto dei ticket: a Roma, a Milano, lo farà a Bologna e anche in Calabria. Io con Spirlì ho un buon rapporto. Era legittimo che la Lega indicasse il vice presidente e poi decide Spirlì e decide la Lega ciò che è utile fare, se si deve candidare o meno. Di certo, non lo decide Forza Italia né Tallini.

La versione integrale di questa lettera la puoi leggere su Riviera di questa settimana, scaricala qui.