Sanità, Antonella Polimeni:”occorre un piano Marshall”

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Il 14 agosto si è svolto, a Locri, la prima edizione del premio “Radici calabresi”. Protagonista della serata la rettrice dell’università degli Studi di Roma “La Sapienza” di origini locresi Antonella Polimeni che, intervistata dal nostro direttore Pietro Melia, ha raccontato della sua vita, della sua carriera, suggerendo anche delle soluzioni per la problematica sanità calabrese.
IIl 14 agosto presso la Fondazione Zappia, a Locri, si è svolta la prima edizione del premio “Radici calabresi”. Una kermesse istituzionalizzata dall’Amministrazione
comunale, che ha visto coinvolti il consigliere di minoranza Carlo Previte e la cittadina locrese Anna Maria Pancallo per una serata speciale, impreziosita dalla voce della cantante Michelangela Trichilo, dell’associazione musicala Santa Cecilia.  L’amministrazione comunale ha spiegato che il premio è nato per valorizzare le nostra radici, la nostra storia, ma anche il nostro avvenire. Nasce, perchè era impensabile non omaggiare la rettrice del più grande ateneo d’Europa, ”La Sapienza”, Antonella Polimeni, nata a Roma da padre locrese. L’ospite d’onore, intervistata dal nostro direttore Pietro Melia, ha iniziato con il ringraziare il sindaco Giovanni Calabrese per questo premio, l’assessore alla cultura Domenica Bumbaca e i due ragazzi Previti e Pancallo che, circa un mese fa, si sono recati da lei per proporle questa iniziativa.

Primo rettore donna della Sapienza, subentrata ad Eugenio Gaudio, il 1° dicembre 2020, ha voluto dedicare la serata al padre Mario che le ha trasmesso la passione per la medicina, sostenendola e spronandola in tutti i passi della sua vita. Il secondo uomo, che ha ringraziato, è stato suo marito, anche lui sempre pronto ad incoraggiarla. Il terzo uomo, che ha ricordato, il nonno di Gerace, che gestiva un ristorante nei pressi della stazione di Locri, un uomo con un forte senso del dovere e della famiglia, morto troppo presto durante la seconda guerra mondiale. Antonella Polimeni, che ha chiesto di essere chiamata professoressa, ha raccontato che essere la prima rettrice donna è un orgoglio, ma sarà ancora più bello quando non farà più notizia che una donna sia a capo di una carica istituzionale. Insediandosi all’Università durante l’emergenza sanitaria, ha testimoniato di come la pandemia ha consentito di mettere in condizioni gli atenei di mirare in maniera veloce le attività didattiche dalla presenza alle attività a distanza e quindi, le università si sono potuti dotare tecnologica mente per consentire la didattica a distanza sfruttandola anche, quando si ritornerà alla normalità, per alcune attività. Ha specificato di come l’università sia presenza e socializzazione e come i ragazzi sono stati fortemente penalizzati dalle attività didattiche a distanza, ed i dati rilasciati dalla scuola media inferiore e superiore sui test invalsi documentano una situazione drammatica che l’università deve tenere in conto. Ha incitato, infine, a completare il ciclo vaccinale.

Alla domanda su come risolvere la complicata situazione della sanità in Calabria, ha proposto un piano Marshall, considerandola l’unica soluzione che potrebbe aiutare questa Regione ad uscire dal commissariamento, in vigore da 11 anni. Durante la serata, sono saliti sul palco alcuni suoi colleghi, anche loro calabresi, che hanno raccontato la determinazione, la forza e la dedizione di questa donna nel suo lavoro. Infine, il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, è salito sul palco per consegnare il premio all’ospite d’onore, pronunciando queste parole: “La nostra prestigiosa rettrice, dalle solide origini locresi, mi ha colpito per essere una persona semplice, competente e molto determinata. Oggi la Professoressa Polimeni rappresenta per tutti il simbolo dell’ altra Locride, la Locride importante, la Locride accademica, la Locride che si è affermata ai vertici del mondo accademico scientifico, sindacale, culturale, della burocrazia pubblica, del giornalismo, della magistratura, dell’avvocatura, delle professioni e dell’imprenditoria. Personalità che rappresentano l’orgoglio della Locride e della Calabria. Alla rettrice e a tutto questo affermato mondo, in gran parte presente ieri ad onorare Antonella Polimeni, ho rivolto un appello a dare un contributo alla propria terra, a contribuire alla rinascita della Locride che gli ha dato le origini. Noi che viviamo la Locride quotidianamente con impegno, sacrificio e amore abbiamo bisogno di quest’altra Locride che sono certo risponderà presente alla nostra richiesta di aiuto e tutti insieme costruiremo un futuro bellissimo e per il nostro meraviglioso territorio. Qualcuno dirà che sono un passionale visionario, ma sono convinto che con l’amore e con una visione, lunga e strategica, si può cambiare anche un destino segnato da tante negatività. Io amo la mia terra e continuerò a lottare per darle un futuro sempre più bello”.  La rettrice, che ha accettato di far parte del comitato scientifico di Locride capitale della cultura 2025, ha ringraziato i presenti ed apprezzato il premio, affermando che si tratta di un riconoscimento da condividere con tutte le forze positive della Calabria, lanciando un appello ai giovani: «studiate e lavorate per questa terra». Quella sera, in una suggestiva atmosfera, ha parlato una donna forte, che con fermezza ha lottato per raggiungere i suoi traguardi, riuscendo nei suoi intenti. Una donna che rappresenta la Locride positiva, la Locride dei talenti, dei valori e del coraggio. Una donna da prendere, sicuramente, come esempio.

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