Siderno, Pietro Fuda sott’accusa: il 5 luglio la decisione sul rinvio a giudizio

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Oggi si doveva svolgere l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura distrettuale di Reggio Calabria nel procedimento penale che vede tra gli indagati l’ex sindaco di Siderno Pietro Fuda, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ma l’udienza è stata rinviata al 5 luglio perché un co-imputato era legittimamente impedito. Il giudice su istanza del suo avvocato ha preso atto ed ha rinviato l’udienza.

Gli imputati dovranno quindi aspettare ancora che il magistrato, dopo aver acquisito una serie di documenti prodotti in udienza, effettui la discussione e che decida se rinviare a giudizio o dichiarare il non luogo a procedere nei confronti degli imputati. Pietro Fuda è stato assessore alla Regione Calabria con la giunta dell’ex procuratore generale di Catanzaro, dottor Giuseppe Chiaravalloti. All’epoca gli è stata affidata una delle deleghe più delicate: i lavori pubblici. Il curriculum del politico sidernese conta anche sulla presidenza della Provincia di Reggio Calabria. Ma, soprattutto, è stato senatore della Repubblica e ha avuto un ruolo determinante nella tenute del Governo Prodi, come ricorda Ilario Ammendolia scrivendo del curioso caso del senatore Fuda.

Le vicissitudini che hanno portato al processo sono legate allo scioglimento del comune di Siderno e al commissariamento. Tra le colpe che gli vengono contestate ci sono l’essersi speso per l’elezione a presidente del consiglio comunale di Paolo Fragomeni e l’aver agevolato “Alcune imprese ad aggiudicarsi dei lavori sotto la soglia di 40.000 euro”.