Sweet Child of Mine – Se dovessi morire… 7 cose che vorrei lasciare ai miei figli

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Una nota triste per la rubrica sweet child of me. Dopo avere assistito a due funerali una riflessione su cosa vorremmo lasciare ai figli che restano

Nell’ultima settimana sono stata a due funerali, di due madri. La prima di più di settant’anni, una vita vissuta, il lavoro, le gioie della famiglia, i figli grandi, l’amore per il marito e poi il dolore di una lenta malattia. La seconda di 48 anni, una vita ancora da vivere, due figlie piccole, un marito, l’amore e poi la ferocia di una malattia improvvisa che non le ha fatto sconti.

In tutte e due le occasioni ho incrociato lo sguardo di chi era rimasto, le figlie.

Occhi che sia a quaranta che a nove anni chiedevano tutti la stessa cosa: Mamma, dove sei?

Quando ti ritrovi davanti ad una scena così, non puoi non immedesimarti, ma se prima lo facevi dal punto di vista dei figli, ora la prospettiva è cambiata, perché sei madre anche tu.

Non è facile parlare di una cosa del genere, perché il solo pensiero di doversene andare e lasciare i tuoi figli senza di te a questo mondo scatena in te una sensazione di angoscia così violenta che ti toglie il respiro.

Ma ci proverò.

Se dovessi morire e avessi il tempo di razionalizzare la cosa, sono sette le cose che vorrei dire loro.

Sono qui

La prima è che non morirò mai davvero, che loro continueranno, in un modo o nell’altro a sentirmi. Nel profondo di loro stessi, in qualsiasi momento della loro vita, io sarò lì così come loro sono stati dentro di me. Perché siamo fatti della stessa cosa, siamo atomi impastati insieme, con la stessa carne.

Vi amo

La seconda è che li ho amati più della mia stessa vita e il ricordo di quell’amore sarà sempre un rifugio da tutto.

Non correte appresso alle cose

La terza è di non andare troppo appresso a tutte le stronzate sulla ricerca di questo e di quello: la felicità, il grande amore, la persona giusta, il lavoro perfetto, i soldi e così via. Quelle sono cose che verranno in ogni caso, tra alti e bassi, e sono comunque sempre troppo sopravvalutate.

La vera ricerca importante è quella del sé. Capire chi sono, qual è la loro vera natura, riconoscere i propri istinti, dare sempre ascolto alla voce dentro e non permettere mai a nessuno di convincerli di essere qualcosa di diverso da quello che sentono di essere.

Ognuno di noi ha un compito, una missione nella vita, qualcosa per cui siamo nati. Ecco, direi loro che l’importante è trovare quella scintilla, l’unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta, tutto il resto è una conseguenza.

Sbagliate, assai

La quarta è di non aver paura di sbagliare. Gli errori sono importanti, più si sbaglia più si impara, più grande sarà l’errore più dura e importante sarà la lezione imparata. La vita è difficile e bisogna farsi le ossa. E il mondo ha bisogno di gente con le spalle larghe.

Andate oltre

La quinta è di cercare di essere sempre curiosi, di non fermarsi all’apparenza ma di andare sempre oltre. È li che si nasconde la poesia, la bellezza, la meraviglia della vita.

Non vi fermate

La sesta è muoversi, sempre, viaggiare sia con le gambe che con la testa.

Non lasciarsi mai ingabbiare il cervello da nessuna ideologia di sorta, le ideologie sono come un cancro che porta alla morte delle idee.

Siate liberi

E le idee ci portano alla libertà, che è la settima cosa che direi ai miei figli: siate liberi, sempre. Non fatevi imprigionare né i pensieri né i sentimenti da nessuno.

Una persona non libera non è mai stata una grande cosa.

Ah sì, lavatevi

Queste sette cose direi ai miei figli, se un giorno dovessi andare via, oltre ovviamente ricordargli di mantenere delle buone abitudini igieniche, che il mondo è delle persone pulite, si sa.

Ma la morte, la maggior parte delle volte, non ti dà né tempo né modo di prepararti nessun discorso. Allora il pensiero torna a quelle figlie orfane all’improvviso e mi auguro che in cuor loro la cosa più importante la sentano già: le madri non muoiono mai davvero.