Tasse e multe, persi 930 miliardi in venti anni

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Dal 2000 fino ai giorni nostri, gli evasori sono riusciti a non pagare l’87% del totale delle somme sottratte all’erario, la metà del nostro Pil. Lo stato è riuscito a recuperare solo il 13%, ovvero la cifra di 139 miliardi.

La ricerca di Unimpresa

Si stima una perdita di 40 milioni all’anno, e i risultati sono in continuo peggioramento. All’inzio del decennio, gli esattori erano decisamente più efficaci, la percentuale di somme riscosse era sempre al di sopra del 20%. Nel corso degli anni, la percentuale è scesa drasticamente fino ai giorni nostri, basti pensare che solo nel 2000 la percentuale era del 28%, nel 2019 è arrivata addirittura al 4,3% degli importi recuperati.

Questi dati sono stati diramati dal Centro studi di Unimpresa, secondo la quale mostra come nel 2020, anno in cui gli esattori siano rimasti fermi causa del covid,  nelle casse dello stato sono arrivati circa 177 milioni, vale a dire il 0,4% dei 49 miliardi da riscuotere.

«Le regole della riscossione – commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora – vanno riscritte completamente, ma la ristrutturazione va inserita nella riforma fiscale che il governo ha promesso di approntare nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È finito il tempo di interventi verticali su singoli aspetti o singoli ambiti di una disciplina, quella tributaria, devastata da decenni di leggi aberranti, di meccanismi normativi farraginosi, di tassazioni incomprensibili e soprattutto insopportabili”»