Terra mia. La riflessione di Rosario Vladimir Condarcuri

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Oggi è arrivato il tempo che insieme, quelli che sono rimasti e quelli che vivono fuori, noi della Locride costruiamo un nuovo percorso, un percorso che veda questa terra protagonista e motore di sviluppo, che ci faccia diventare leader e ci dia la possibilità di farci conoscere per le bellezze e le bontà che il signore ci ha dato, e che queste diventino lavoro per far decollare questo territorio. Il 26 luglio, con l’arrivo dei sindacati nazionali, sarà il primo passo verso questa strada

Per chi è nato come me rivoluzionario, finita la maturità, scappi, perché vuoi cambiare il mondo. Poi cresce in te la voglia di conoscerti e cerci le tue radici, vuoi sapere la tua terra. Per questo io, come pochi altri della mia generazione, siamo rimasti in Calabria, abbiamo scelto di combattere una dura battaglia, abbiamo fatto impresa o abbiamo lavorato come dirigenti, sicuramente abbiamo scelto di non lasciare la nostra Terra, ed abbiamo continuato l’opera dei nostri padri, cercando dappertutto lo sviluppo di questa regione. Sarebbe stato facile abbandonare, ma abbiamo resistito, anche se le sirene erano tante, invece abbiamo dimostrato che anche qui se uno trova la forza può fare impresa, può lavorare, può rimanere e può vivere bene comunque.

Allo stesso tempo molti figli di questa terra siete andati via, siete andati via perché le condizioni di studio o di lavoro non permettevano di rimanere qui. Tuttavia siete riusciti a portare avanti, con orgoglio, il nome della nostra terra, anche ricoprendo ruoli importanti. Anzi con la nostra terra nel cuore e superando molte più difficoltà avete raggiunto risultati importanti. Tra questi, per me, ci sono Pierpaolo Bombardieri e Luigi Sbarra, a cui sono legato in modo fraterno.

Oggi è arrivato il tempo che insieme, quelli che sono rimasti e quelli che vivono fuori, noi della Locride costruiamo un nuovo percorso, un nuovo percorso che veda questa terra protagonista e motore di sviluppo, che veda la Locride come un laboratorio, un’officina che parta dalla cultura, passando per artigianato e turismo. Un nuovo percorso che ci faccia diventare leader e ci dia la possibilità di farci conoscere per le bellezze e le bontà che il signore ci ha dato, e che queste diventino lavoro per far decollare questo territorio.

Domani sarò emozionato, perché ci sarà anche il segretario nazionale della CGIL, Maurizio Landini, e penso a mio padre Virgilio, che da dirigente nazionale di questo sindacato ha conosciuto molti, Luciano Lama su tutti, ma non li ha mai visti al suo paese. Oltre tutto questa nostra creatura, la “Riviera” nei prossimi giorni compirà 23 anni di pubblicazioni, da una parte ci dice che stiamo invecchiando, ma anche che siamo  parte della storia di questa terra.

Grazie alle tre sigle sindacali, per aver raccolto le nostre proposte e da oggi, Avanti popolo.