Trimboli: costituzione comunità energetiche a Siderno

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Il consigliere di minoranza del comune di Siderno, Antonio Cosimo Pio Trimboli, ha fatto un’ interpellanza sulla possibilità di costituire delle comunità energetiche a Siderno.

Fin dal primo comizio elettorale ho cercato di trasmettere la mia voglia di fare in ogni settore ed in particolare in ambito ambientale-energetico. Nonostante la coalizione di cui facevo parte non abbia ottenuto il risultato desiderato, nulla è cambiato circa l’impegno, mio e dei consiglieri CATALANO e CACCAMO,  finalizzato a contribuire alla rinascita di Siderno.

Il tema della transizione ecologica è la chiave di volta per lo sviluppo di ogni città, in quanto l’indipendenza energetica, tema di cui si discute in questo particolare periodo anche a livello internazionale, può in modo incisivo limitare il fenomeno della povertà energetica.

A livello locale, tale indipendenza può essere facilmente raggiunta sfruttando le fonti energetiche rinnovabili; ed infatti, l’energia prodotta da FER può essere utilizzata per gli usi domestici, mentre l’eccedenza viene ceduta ai grandi gestori della rete, usufruendo di una tariffa incentivante prevista da un decreto del ministero dello Sviluppo economico. La tariffa incentivante è strutturata per promuovere l’autoconsumo, anche tramite l’impiego dei sistemi di accumulo, con un ulteriore notevole risparmio sui costi della bolletta dell’energia elettrica.

Sostanzialmente si sta parlando di comunità energetiche, ovvero di gruppi di autoconsumatori di fonti rinnovabili che si riuniscono per produrre energia elettrica pulita, condividerla e consumarla direttamente sul posto; ruolo di fondamentale importanza è quello del Governo della Regione Calabria che, tramite il proprio intervento, può consentire l’utilizzo delle risorse a vantaggio soprattutto dei cittadini calabresi, mettendo a frutto le opportunità che le comunità energetiche possono offrire. Nel caso specifico del Comune di Siderno, un determinante contributo potrebbe darlo il Consigliere Regionale Giacomo CRINÒ che, oltre ad essere rappresentante del territorio in seno al Consiglio Regionale, si è dimostrato in più occasioni sensibile alle tematiche ambientali. Infatti, CRINÒ si è speso, ad esempio, per la predisposizione dei cosiddetti piani di caratterizzazione riguardanti l’area Pantanizzi dove, tra l’altro, è ubicata l’ex Bp. C’è da specificare, però, che non può bastare il solo impegno della Regione, infatti tali comunità possono essere costituite solo per iniziativa di amministrazioni locali capaci e lungimiranti.

A tal proposito, io e gli altri consiglieri del gruppo consiliare “La nostra missione”, abbiamo presentato formale interpellanza in data 4 marzo 2022, con la quale chiediamo al Sindaco e alla Giunta di conoscere le loro intenzioni circa l’avvio dell’iter per la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili, la conseguente individuazione di aree marginali e coperture di edifici di proprietà comunale potenzialmente utili per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, nonché  la possibilità di individuare ulteriori iniziative volte al diffondersi della produzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili nel territorio comunale.

L’obiettivo principale è quello di diminuire le emissioni di CO2, di aumentare la produzione di energia green, ossia da fonti rinnovabili, di incrementare il risparmio energetico.

In tale ottica ho presentato anche una formale interrogazione per conoscere la consistenza delle proprietà immobiliari comunali, in modo tale da iniziare ad individuare gli edifici di proprietà dell’Ente Locale più idonei per l’installazione d’impianti fotovoltaici. Tutto ciò consentirebbe di fare un ulteriore passo in avanti per trasformare Siderno in una smart city.

Già, un ulteriore passo in avanti, perché per quanto mi riguarda qualcosa che possa portare a ciò è stato già fatto o almeno è stato proposto. Infatti, con l’interpellanza protocollata in data 30 dicembre 2021, con la quale sono stati richiesti chiarimenti riguardo l’intenzione dell’amministrazione di riammodernare l’impianto di illuminazione pubblica a costo praticamente zero, si potrebbe porre un primo tassello in ottica smart city. Va specificato che l’amministrazione ha pianificato di intervenire sull’illuminazione pubblica, ma tale intervento non ha nulla a che vedere con quanto proposto da me poichè il riammodernamento o relamping, non prevede la sostituzione dei soli lampioni, bensì anche azioni sull’intera rete elettrica, visto e considerato che è proprio nei vari nodi di quest’ultima che avviene la maggiore dissipazione di energia, con evidenti ripercussioni in ambito ambientale ed economico.

L’auspicio è che l’amministrazione comunale prenda in considerazione quanto proposto, che porterebbe benefici in termini economici, sociali ed ambientali, mostrandosi aperta ad un confronto nell’esclusivo interesse dei cittadini, cosa che ahimè non sta accadendo da più di due mesi, infatti l’ultima seduta del Consiglio Comunale si è tenuta il 29 dicembre 2021.