Un depuratore chiamato ponente

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Nel 2000 facemmo una copertina con questo titolo, “Un depuratore chiamato ponente” che raccontava una stagione difficile, dove non si riusciva ad andare al mare tanto era sporco. A distanza di tanti anni, devo constatare che rispetto a quella copertina e quel periodo la situazione è peggiore… Questo non vuole essere un atto di accusa contro chi amministra, ma un monito al popolo che è il vero responsabile di quanto sta succedendo.

 Ricordo che molti anni fa, i primi tempi della “Riviera”, se non ricordo male era il 2000, facemmo una copertina con questo titolo, “Un depuratore chiamato ponente”, un’idea geniale di Salvatore Ferraro che raccontava una stagione difficile, dove non si riusciva ad andare al mare tanto era sporco.

Al punto, che solo quando arrivava il vento di ponente il mare era pulito. Il problema negli anni ha avuto alti e bassi, ma non è mai stato risolto, né dai comuni nè dalla regione.

Oggi, purtroppo, devo constatare che rispetto a quella copertina e quel periodo la situazione è peggiore. Mi spiego meglio, ho incontrato gente da Monasterace a Bianco e, con tutte queste persone, si discuteva di come la situazione sia peggiorata in tutto, inoltre mi hanno fatto notare che mai come quest’anno, oltre al mare, ci sono le spiagge sporche, l’erba alta dappertutto, discariche improvvisate dappertutto, infine, l’incuria è un fenomeno generale. Badate bene, questo discorso non ha nessuna finalità politica, anzi è un problema che parte da una società che non ha nessuna cura dell’ambiente e nemmeno del futuro dei propri figli. Infatti, il mio non vuole essere un attacco ai sindaci che poco possono fare senza soldi e uomini, ma una presa di coscienza, che ho voluto condividere con amici del territorio della Locride, dell’ ottusità sociale che non ci porterà lontano, se non si inverte il modo di concepire la cosa pubblica.