Vincono gli…astenuti!

76

Gli astenuti al voto hanno rinunciato al processo democratico di elezione di quelle istituzioni a cui hanno abdicato. Perché il voto non è un premio che diamo a chi governa bene o una punizione a chi governa male, il voto si esercita sempre e, comunque, doverosamente.

A scrutinio elettorale ultimato, generalmente si fanno gli auguri ai vincitori. Io, invece, sostengo che nessuno vinca nulla, ma chi ottiene il mandato popolare per governare abbia solo gravose, immense responsabilità; perciò un “in bocca al lupo” forse sarebbe meglio.

Ora, poiché la maggioranza dei Calabresi si è astenuta, che in bocca al lupo dobbiamo fare agli astenuti, gli unici che hanno “vinto” davvero le elezioni? Sono chiamati a governare cosa, loro che rappresentano la maggioranza? Astenendosi, hanno rinunciato al processo democratico di elezione di quelle istituzioni a cui hanno abdicato. Perchè il voto non è un premio che diamo a chi governa bene o una punizione a chi governa male. Il voto non è un dono: il voto si esercita sempre e, comunque, doverosamente. Con l’astensione si è danneggiato anche chi a votare è andato e ci ha creduto.

L’alternativa al voto è rinunciare alla democrazia. Decidiamo allora che la democrazia non ci va bene, ma non c’è alternativa al momento. Pertanto, nei prossimi cinque anni, come potranno gli astenuti avere voce in capitolo, pur rappresentando la maggioranza? Hanno “vinto”, ma non potranno governare, perché non hanno scelto. E non vale il non-voto di protesta: chiamiamola col proprio nome l’ignavia. Non potranno lamentarsi, gli astenuti, con quelle istituzioni che hanno lasciato scegliere ad una minoranza.

In bocca al lupo a Roberto Occhiuto, che sarà il presidente di tutti, anche di chi non l’ha votato, ma che dovrà ripartire dalla democrazia, dai processi democratici, che in Calabria sono  assenti, se il 56% degli elettori non va a votare.

Francesca Labonia