Voce ai candidati: Maria Teresa Arcadi

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Il nostro settimanale, in vista delle Elezioni Regionali del 3 e 4 ottobre prossimi, ha deciso di rivolgere tre domande a tutti gli aspiranti consiglieri provenienti dalla Locride, al fine di permettere loro di esporre brevemente i propri programmi e garantire ai lettori e, potenziali elettori, di potervi conoscere meglio.

Perché ha deciso di aderire al progetto di Roberto Occhiuto?

Trattasi di una coincidenza utile con una persona propositiva e positiva al nostro impegno per un futuro sviluppo della nostra Calabria, capace di collegare creatività e logica, imprenditoria e scuola, società civile e istituzionale, pubblico e privato.

Quale ritiene che sia l’atto più urgente che dovrà adottare la prossima giunta regionale?

Procedere con atti esecutivi in modo che cessa la gestione commissariale e con urgenza ristrutturare le strutture abbandonate e renderle agibili, aumentare i posti letto, con l’assunzione urgente dei relativi operatori sanitari ed eliminare le infinite file di attesa. Creare le strutture di patologie assenti in Calabria, come ad esempio C.O.C. di psichiatria infantile ecc. Occorre perciò una dura battaglia democratica con l’Istituzione Centrale da farsi’ che l’attuale pro-capite di 15,90 € per la Calabria contro i circa 90,00 € della Valle d’Aosta,si passi a 120 € vista la condizione Calabrese.

 Quale pensa possa essere un’idea di sviluppo vincente per la nostra regione?

Vista la situazione della Calabria: povertà al 45%, disoccupazione generale circa il 50%, quella giovanile e femminile circa il 70%, PIL e reddito pro capite circa 1/3 di quello del nord. È da rifare la Calabria in tutti i settori, infatti infrastrutture e servizi “zero”, asili nido 2%, la precarietà da decenni, è necessaria un’azione forte da tutte le istituzioni di ogni ordine e grado perché il Sud ed in particolare la Calabria esigono sia riconosciuto e reso al sud lo “scippo” circa 70 Mrd all’anno e di conseguenza circa 20 Mrd all’anno per la Calabria essendo l’ultima delle ultime. Finanziare le strutture mancanti e quindi creare lavoro.